
SERVE UN CONFRONTO COSTRUTTIVO
“La questione vera – precisa il Segretario generale della Cisl – è come riorganizzare gli apparati pubblici e questo va fatto in maniera trasparente attraverso la concertazione ed un confronto costruttivo con il sindacato. Parlare solo di eccedenze e di esuberi di personale è poco serio. Dobbiamo discutere con il Governo di come vengono assegnati gli appalti nella pubblica amministrazione, dei costi esorbitanti delle forniture, delle consulenze, degli sprechi e delle inefficienze delle istituzioni pubbliche, sia a livello centrale, sia a livello periferico. La mobilità dei dipendenti pubblici deve essere frutto di contrattazione con il sindacato e va concordata insieme ai lavoratori, come avviene nel settore privato. Anche la sforbiciata nel settore della sanità, deve scaturire da una riforma seria e condivisa con le regioni e le parti sociali, altrimenti rischia di tramutarsi in un probabile taglio delle prestazioni da parte delle regioni ai cittadini. Quanto ai costi della politica, la riduzione delle province è solo un primo passo verso la necessaria riforma delle istituzioni e la semplificazione degli apparati. Bisogna superare il livello amministrativo provinciale, incentivando i comuni a consorziarsi. Questa è la strada per liberare risorse pubbliche per lo sviluppo, il sostegno alla domanda interna, gli investimenti nei servizi, la riduzione del peso fiscale”.
PRESIDI E MANIFESTAZIONI
La mobilitazione della Cisl si tradurrà fin dalla prossima settimana in presidi e manifestazioni davanti a tutte le Prefetture da parte della Cisl Funzione Pubblica, con la richiesta di una riorganizzazione concertata degli enti e dei servizi pubblici come definito nell’intesa tra sindacati e Ministro della Funzione pubblica del 3 maggio scorso.