L’Italia ha bisogno di immigrati. Ma continua a trattarli come un’emergenza
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L’Italia ha bisogno di immigrati. Ma continua a trattarli come un’emergenza

L'editoriale de "Il diario del lavoro": Lo sanno tutti: imprese, sindacati, persone che ragionano con la testa e non con la pancia. Solo la politica sembra non saperlo

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Pubblicato il 24 Agosto 2026

Il titolo della notizia è esattamente il titolo dell’editoriale di questa mattina del quotidiano on line Il diario del lavoro. Lo firma la giornalista e scrittrice Nunzia Penelope. Una riflessione puntuale, rigorosa, che mette a nudo l’inconsistenza di una classe politica incapace di leggere la realtà e di pensare il futuro del Paese.

Il Report sull’immigrazione in Italia diffuso nei giorni scorsi dall’ISTAT  ci ricorda che “la popolazione italiana regge solo grazie agli stranieri, che compensano […] il deficit causato da appena 355mila nascite contro 652mila decessi, che darebbero come risultato una popolazione ridotta di quasi trecentomila unità. Invece, grazie agli stranieri, ne abbiamo perse solo 636. Ma sempre nel 2025, mentre gli stranieri arrivavano, 109mila italiani se ne andavano”.

“Il nostro Paese – scrive ancora la vicedirettrice de Il diario del lavoroha terribilmente bisogno di forze lavoro giovani, e lo sanno bene gli imprenditori che ormai mettono nella voce dei passivi di bilancio la difficoltà di trovare persone da assumere. E non basta dire ‘pagateli di più’, perché se non ci sono, i giovani lavoratori, non ci sono. Certo, stipendi decenti ridurrebbero l’emigrazione dei nostri ragazzi; e certo, condizioni di vita migliori, a partire dalla casa, forse consentirebbero a più famiglie di formarsi e a più bambini di nascere. Ma sono tempi lunghi. Le soluzioni servono adesso”.

“Vogliamo farci i conti, con questa [realtà]? […] O vogliamo continuare con le crisi di nervi alla sola parola “immigrati”? […] Come dice una famosa canzone, uno scoglio non può arginare il mare: quindi meglio farsene una ragione, imparare a gestirla l’immigrazione, a conviverci. Diversamente, potremo solo esserne sommersi. Lo sanno le imprese, lo sanno i sindacati, lo sanno i centri statistici e di ricerca, lo sanno le persone che ragionano con la testa e non con la pancia. Solo la politica sembra non saperlo, o quanto meno fa finta di non saperlo”.