Le ordinanze regionali che sospendono le attività lavorative all’aperto nelle ore più calde della giornata riducono gli infortuni sul lavoro tra il 20% e il 40% nei settori maggiormente esposti alle temperature estreme.
È quanto emerge da uno studio realizzato da ricercatori di Consiglio Nazionale delle Ricerche e INAIL.
Nel 2026 le ordinanze anti-caldo risultano attive in 18 regioni italiane (QUI quella di Regione Lombardia), coinvolgendo oltre 2,3 milioni di lavoratori nei comparti più esposti, dall’edilizia all’agricoltura, fino alla logistica, alla manutenzione stradale e ferroviaria e ai servizi ambientali.