I sogni, una materia delicata e preziosa di cui dispongono tutti gli esseri umani e che, da sempre, ha sollecitato la curiosità e l’interesse di artisti e studiosi di varie discipline.
Si è parlato di sogni e del loro enorme potenziale interpretativo e terapeutico con lo psichiatra e psicoterapeuta Paolo Mombelli, autore di saggi e docente bresciano che agisce nella propria pratica professionale seguendo la teoria dello psichiatra svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961), sulla quale si è lungamente formato in anni di studio.
In apertura Mombelli precisa un primo, elementare ma importantissimo principio per sgombrare il campo dalle fantasiose interpretazioni di chi usa il sogno in modo improvvisato e maldestro: la psicoanalisi e l’interpretazione dei sogni è un’attività che richiede una lunga preparazione teorica e l’essere stati sottoposti, a propria volta, ad un trattamento psicoanalitico.
Il sogno rappresenta un prezioso prodotto della mente che può essere paragonato ad un iceberg: la parte che emerge corrisponde al 10% del nostro livello conscio, ossia di quanto si ricorda al risveglio, mentre il restante 90% appartiene al livello inconscio, cioè all’area sommersa della nostra coscienza.
Ciò che Freud ha sostenuto per primo nel 1899, teorizzando la presenza di contenuti inconsci nella nostra psiche ai quali è possibile accedere attraverso l’interpretazione dei sogni aveva, all’epoca, suscitato irrisione e incredulità scientifica. Fortunatamente i suoi allievi e seguaci, fra i quali c’è appunto Jung, ne hanno approfondito la reale consistenza in ambito sia teorico, sia clinico, contribuendo a sviluppare una scuola di pensiero ancor oggi validata in ambito psichiatrico e psicoterapeutico.
Dopo una breve panoramica finalizzata a far comprendere la serietà del tema, Paolo Mombelli ha descritto alcune tipologie di sogni (ricorrenti, premonitori, di persona, di trasformazione) dei quali ha raccontato brevi esempi che, in molti casi, hanno portato alla risoluzione di veri e propri stati di sofferenza personale, come le crisi di panico o la depressione.
L’incontro con Paolo Mombelli, seguito con grande interesse da un pubblico di persone incuriosite e attente, si replicherà il 23 aprile 2026 per affrontare un altro tema caro a Jung: il ruolo (simbolico e reale) della figura del “padre”.
