Alten Italia: accordo sindacale su formazione e buoni pasto
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Alten Italia: accordo sindacale su formazione e buoni pasto

Il Gruppo ha una sede operativa anche a Brescia

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Pubblicato il 29 Dicembre 2025

La contrattazione porta risultati concreti. Passi avanti in Alten Italia, ma la partita resta aperta. La sfida è la stabilità del lavoro e la partecipazione.

Alten è una società internazionale di consulenza specializzata in innovazione tecnologica e ingegneristica: ha una sede anche a Brescia che tra dipendenti e consulenti coinvolge oltre 70 lavoratori. La multinazionale è presente in Italia anche a Milano, Bari, Cesano Boscone, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Roma e Torino.

Nelle scorse settimane è stato firmato un accordo sindacale che prevede l’aumento del buono pasto a 8 euro e l’avvio di un ampio piano di formazione finanziata con Fondimpresa.

“Due risultati – sottolinea Fisascat CISL – che arrivano grazie alla contrattazione e alla presenza costante delle RSA, non certo per generosità aziendale. Si tratta di strumenti che incidono sulla vita quotidiana delle persone, soprattutto in un settore dove la pressione dei clienti, la variabilità dei progetti e i periodi di intercommessa rendono il lavoro spesso instabile e poco tutelato”.

 

Il buono pasto non è un extra
ma una componente importante del reddito

L’aumento del buono pasto, a partire dal 1 aprile 2026, rappresenta un adeguamento atteso da tempo. “In un contesto in cui il costo della vita continua a crescere – si legge ancora nella nota Fisascat – è un risultato che arriva perché il sindacato ha spinto con decisione, ricordando che il buono pasto non è un extra, ma una componente importante del reddito. E anche il passaggio al formato digitale, accompagnato dalle tutele previste, è stato discusso a lungo per evitare ricadute sui lavoratori”.

 

Formazione come presidio per l’occupazione

Sul piano formativo l’intesa segna un passaggio strategico. La formazione non è un ornamento: è un diritto e, soprattutto, un presidio essenziale per quei lavoratori che rimangono temporaneamente senza cliente ma restano a carico dell’azienda. Proprio per loro, che vivono la maggiore incertezza professionale, avere percorsi mirati e finanziati è fondamentale. La scelta di garantire la formazione in orario di lavoro, inoltre, evita che l’aggiornamento diventi un peso sulle spalle dei dipendenti e ribadisce che investire sulle competenze deve essere un impegno dell’azienda, non un obbligo personale.

 

Controllo e proposta

L’intesa sindacale prevede la creazione di una Commissione paritetica incaricata di valutare i percorsi formativi affinché rispondano davvero ai bisogni dei lavoratori. “Sarà un luogo di controllo, ma anche di proposta: un presidio sindacale in un terreno cruciale come quello delle competenze”.