Marsili (Slp Cisl Brescia): su Poste Italiane Governo poco lungimirante
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Marsili (Slp Cisl Brescia): su Poste Italiane Governo poco lungimirante

Contro l'ipotesi di privatizzazione contatti con i politici locali e lettera all'Associazione Comuni Bresciani

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Pubblicato il 26 Gennaio 2024

“Secondo il Governo il ricavato della cessione delle quote di Poste Italiane porterebbe ad un incasso di 3,4 miliardi di euro, cifra che l’azienda ricava in due anni di attività, solo come utile netto. Basterebbe questo a spiegare perché la svendita di Poste è assai poco lungimirante”.

È un passaggio della lettera che Celso Marsili, segretario provinciale di Slp Cisl, intende inviare al presidente dell’Associazione Comuni Bresciani per chiedere sostegno nel contrasto ad un progetto diseconomico che mortificherebbe la natura sociale di Poste Italiane.

 

Mobilitazione e contatti

“Oltre a questo passo formale stiamo moltiplicando i contatti con i parlamentari e i consiglieri regionali bresciani – aggiunge il sindacalista – ai quali intendiamo rappresentare le preoccupazioni per questo che si va configurando come un passo deciso verso la privatizzazione di Poste Italiane”

 

Il comunicato di Slp Cisl Lombardia

“Pur riconoscendo le pressioni economiche attuali – si legge in un comunicato di Slp Lombardia – riteniamo che una completa privatizzazione comporterebbe la chiusura progressiva di uffici in zone meno redditizie, soprattutto in aree rurali e periferiche, a danno dei cittadini. Ulteriori passi verso la privatizzazione di Poste Italiane significherebbero la perdita dei valori di unicità, integrità e sussidiarietà che hanno consolidato il ruolo di questa azienda nei settori sociali ed economici del Paese”.

La preoccupazione è grande anche per l’impatto che una gestione più orientata al privato potrebbe avere sui 16mila dipendenti in Lombardia, regione con la maggiore densità abitativa, dove Poste serve milioni di utenti.