Che invidia! Ci sono persone che sanno tutto, che hanno una risposta per ogni cosa, che loro sì saprebbero far funzionare come si deve uffici pubblici, aziende, sindacati e tutto ciò che gli sta intorno.
Un esempio? La lettera al direttore pubblicata questa mattina dal Giornale di Brescia, in polemica risposta a quanto dichiarato dal segretario provinciale dei Postali Cisl sui ritardi del “servizio passaporti” in Poste Italiane (QUI la notizia dei giorni scorsi).
Mancano autorizzazioni, strumenti e personale…
L’azienda si è difesa dicendo che manca l’autorizzazione del Ministero, mentre il sindacalista ha fatto presente che “per svolgere un servizio delicato come quello dei passaporti servono personale preparato e strumenti che consentano di sviluppare tutte le procedure. Al momento gli uffici non sono equipaggiati del necessario e soprattutto gli impiegati non hanno avuto la formazione necessaria”.
…ma cosa volte che sia!
Al lettore del Giornale di Brescia queste parole sono risultate davvero indigeste.
Scrive: “Per fare le cose difficili in Italia basta chiamarsi Sindacati (la maiuscola è nel testo pubblicato dal giornale). Sanno questi personaggi quanto tempo ci vuole quando il cittadino ha preparato tutti i documenti che scarica da internet e poi passa a portarli?
Dai 3 a massimo 5 minuti. Chi li riceve deve solo controllare la documentazione e inserirla nel pc. Ma che formazione ci vuole? Fatemi sapere perché sono proprio curioso!”.
Speriamo che Poste abbia letto e lo promuova subito come consulente
Difficile argomentare risposte con certezze così ben espresse. Che il passaporto sia un documento un pochino più complesso e delicato della ricevuta di una raccomandata, al lettore evidentemente non interessa. Così come deve sembrargli ridicolo parlare di responsabilità per la gestione di informazioni sensibili o il dover lavorare su accessi tutt’oggi gestiti esclusivamente dalle Questure. Ci mancava solo che elencasse come sono bravi all’estero a gestire queste banalità e il lettore-censore avrebbe fatto tombola.
Speriamo che Poste Italiane legga la lettera e contatti quanto prima l’autore, nella certezza che con la sua consulenza tutto andrà finalmente come si deve.