“Il meccanismo dei saldi è anacronistico: aveva senso tanti anni fa quando i lavoratori aspettavano la tredicesima per fare spese extra. Ma oggi predominano modelli di consumo diversi, più consapevoli e meno d’impulso, e c’è la possibilità di fare acquisti su piattaforme online dove gli sconti si praticano tutto l’anno”. Ad affermarlo è Christian Gambarelli, presidente di Adiconsum Lombardia, l’associazione dei consumatori promossa dalla Cisl, ragionando sulla stagione dei saldi appena iniziata.
Ormai quasi tutti i negozi avvertono i clienti che hanno fidelizzato che per loro gli sconti iniziano prima, creando discriminazione fra gli acquirenti. “Per questo – afferma Gambarelli – bisognerebbe avere il coraggio di una sostanziale liberalizzazione del mercato”.
Non è vero, sottolinea ancora Adiconsum, come si ostinano a sostenere alcune associazione di categoria, che si avvantaggerebbero solo le multinazionali. Anche i piccoli avrebbero l’opportunità di svuotare i magazzini di capi che non riescono a vendere a prezzo pieno e occupano solo spazio. E a trarne vantaggio sarebbero ovviamente anche i consumatori.
Fino a che la normativa rimarrà quella attuale, Adiconsum ricorda le regole per saldi sicuri:
- sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale;
- diffidare sempre degli importi scritti in pennarello, una pratica vietata per legge;
- il negoziante non può rifiutare il pagamento elettronico della merce in saldo;
- per evitare brutte sorprese al momento del pagamento, attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme a quella in sconto.