La crisi politica innescata dal Movimento 5 Stelle, cavalcata da Lega e Forza Italia, ha portato alle inevitabili dimissioni del Presidente del Consiglio. Il voto del Senato e le modalità di quel voto hanno reso chiaro che non c’era spazio per altre maggioranze e il Capo dello Stato è stato così costretto a sciogliere Camera e Senato e indire le elezioni (nella foto la firma dei decreti di convocazione dei comizi elettorali). Andremo a votare per eleggere il nuovo Parlamento domenica 25 settembre.
Mentre si susseguono analisi e commenti sulla fine anticipata della legislatura, cresce la preoccupazione sulle conseguenze per l’economia, il lavoro, la protezione sociale.
Il Giornale di Brescia ha sentito in proposito i leader sindacali provinciali, riportando la dichiarazione del segretario generale della Cisl, Alberto Pluda.
“Siamo di fronte a un periodo di forti crisi economica e sociale, e già a fine mese ci aspettiamo azioni che arginino un’inflazione schiacciante per redditi e risparmi. La cosa peggiore che si può fare oggi è tornare alla politica degli slogan. Serve chi lavora e sa farlo per rispettare le scadenze europee e portare al traguardo entro fine anno i 55 obiettivi del Pnrr, come per gestire il caro prezzi. Per questo lanciamo un appello alla politica e alle organizzazioni di rappresentanza perché sostengano un’agenda che nasce dalle istanze reali del Paese: per dare migliori opportunità di lavoro, rilanciare i salari, riformare la previdenza, e far partecipare i territori alla gestione delle risorse europee”.