
Il segretario Slp Cisl, lo ha dichiarato al cronista del Giornale di Brescia che lo ha interpellato sulla questione. “Era stata promessa l’installazione di un verificatore ogni due sportelli – ha aggiunto – invece non è stato fatto nulla. Gli uffici coperti oggi a Brescia sono pochissimi. E in provincia vale lo stesso discorso. Nei rari casi in cui la macchinetta smaschera-truffe è presente, si trova collocata nella parte posteriore dell’ufficio, spesso nello spazio riservato al direttore, così la verifica non può essere fatta sotto gli occhi del cliente con la possibilità che s’inneschino contenziosi: la banconota era davvero quella che ti ho dato io? In più alcuni di questi apparecchi sono vecchi e non riconoscono nemmeno i soldi buoni della serie Europa, prodotti l’anno scorso“.
La palla passa ora all’azienda, mentre il sindacato si prepara a sostenere la battaglia dei lavoratori ingiustamente presi di mira da Poste Italiane.