
A parlare sono i numeri: 12 famiglie (42 persone in tutto) e 30 malati rischiano di finire in mezzo a una strada. E poi un’altra quarantina di singoli, titolari di un permesso umanitario ai quali, applicando retroattivamente il decreto in questione, potrebbe essere impedito non solo l’accesso al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ma anche il supporto dei Cetri di Accoglienza Straordinaria.
La Prefettura di Brescia ha convocato i sindaci dei Comuni che attualmente ospitano rifugiati e richiedenti asilo e la rete dell’accoglienza umanitaria comunicando l’interruzione del sostegno dello Stato.
“Pensateci voi, ci è stato detto, o rimarranno senza un tetto e senza cibo” ha raccontato il portavoce del Forum Terzo settore.
Uno scaricabarile assurdo e insostenibile per gli enti locali e le organizzazioni umanitarie che chiedono al Prefetto la sospensione delle misure annunciate come sta avvenendo in altre Prefetture.
Tra i danni collaterali del “decreto Salvini” – hanno denunciato infine i rappresentanti sindacali – ci sono anche nel Bresciano 250 posti di lavoro che potrebbero saltare da un momento all’altro. Insomma, un decreto che con il pretesto della sicurezza colpisce famiglie e persone indifese e azzera percorsi umanitari e tante professionalità ad essi collegati.