
IN LOMBARDIA
In base ai dati Istat, i residenti stranieri in Lombardia al 31 dicembre 2016 sono 1.139.463, l’11,4% della popolazione regionale, il 22,6% degli stranieri residenti in Italia. Il loro numero è diminuito di circa 10mila unità (-0,8%).
NELLE NOSTRE PROVINCE
Milano si conferma la provincia più attrattiva con 446.923 stranieri residenti, il 39,2% del totale regionale e l’8,9% di quello nazionale. Seguono le province di Brescia (158.585 residenti stranieri), Bergamo (121.252), Varese (74.740), Monza e Brianza (73.921), Pavia (60.431), Mantova (51.535), Como (48.164), Cremona (41.159), Lecco (26.986), Lodi (26.477) e Sondrio (9.290).
L’incidenza dei residenti stranieri sul totale della popolazione non si discosta da quella degli ultimi tre anni. A livello provinciale, Milano registra la percentuale d’incidenza maggiore (13,9%), seguita da Brescia (12,6%), Mantova (12,5%), Lodi e Cremona (entrambe 11,5%); mentre nelle altre province i valori sono inferiori alla media regionale (Pavia 11,0%, Bergamo 10,9%, Monza e Brianza 8,5%, Varese 8,4%, Como e Lecco 8,0%, ed infine Sondrio 5,1%).
DONNE E GIOVANI
Tra gli stranieri residenti, le donne sono più degli uomini (51,4%). Il 23,2% dei residenti stranieri è minorenne, il 40% ha meno di 30 anni e una grande maggioranza (74,7%) ha meno di 45 anni (solo il 3,2% ha 65 anni e più).
NUOVI NATI
Nel corso del 2016, sono nati 17.784 bambini da genitori entrambi stranieri. Di questi, oltre un terzo è nato in provincia di Milano (6.471), seguita da quelle di Brescia (2.679), Bergamo (2.140), Monza e Brianza (1.165) e Varese (1.066).
LA RIFLESSIONE SUGGERITA DAI DATI
“Il dossier – commenta Anolf Lombardia, l’associazione che in casa Cisl si occupa dei problemi degli stranieri – conferma che i numeri sono stabili nel tempo, gli europei sono la maggioranza degli immigrati, la religione cristiana è largamente maggioritaria. Svolgono lavori faticosi, scomodi, come forma di una integrazione subalterna, anche se si marca e diffonde l’iniziativa imprenditoriale, anche femminile in Lombardia ben più elevata che la media nazionale”.
Secondo Anolf Lombardia, un dato culturalmente e socialmente paradigmatico della presenza immigrata in Lombardia è la realtà composta di famiglie e la tendenza a radicarsi secondo questa forma sociale: “I contenuti del dossier ci confermano quanto da tempo sosteniamo: la condizione strutturale del fenomeno migratorio, la necessità di abolire le forme discriminatorie ed arbitrarie inibenti i processi di integrazione, il non riconoscimento della cittadinanza a chi si identifica come italiano nel percorso formativo e nei percorsi professionali. E’ necessario non più emendare o riformare le leggi esistenti ma riscrivere integralmente una legge che regoli in modo lungimirante, egualitario ed inclusivo la nostra società culturalmente complessa ed articolata”.