
Complessivamente, come abbiamo scritto fin da lunedì, le domande giunte all’Istituto nazionale di previdenza sono state oltre 66mila. “Se tanti lavoratrici e lavoratori italiani potranno accedere nei prossimi mesi anticipatamente alla pensione – ha osservato Annamaria Furlan, segretario nazionale della Cisl – lo si deve all’accordo fortemente voluto dal sindacato confederale l’anno scorso che ha modificato uno dei punti più sbagliati e socialmente iniqui della legge sulle pensioni del 2012“.
Per la leader della Cisl “l’Ape sociale è un tassello importante di una contro riforma delle pensioni a cui la Cisl e tutto il movimento sindacale ha lavorato con grande determinazione in questi anni. Ora occorre disinnescare il rischio che nel 2019 si determini un ulteriore aumento dei requisiti pensionistici ed evitare che l’aumento dell’aspettativa di vita penalizzi doppiamente le pensioni calcolate col metodo contributivo, sia dal lato del taglio dei coefficienti di trasformazione e dei trattamenti pensionistici, sia determinando un aumento graduale dell’età pensionabile”.
Le pensioni dei giovani, le cui carriere lavorative sono caratterizzate da elementi di discontinuità e parzialità – conclude la Furlan – vanno sostenute “attraverso l’introduzione di una pensione di garanzia legata all’anzianità contributiva e finanziata dalla fiscalità generale e con le tutele previdenziali che valorizzino il lavoro di cura e la genitorialità“, favorendo contemporaneamente lo sviluppo delle adesioni alla previdenza complementare in tutti i settori.