
“Oggi il terzo settore – scrive il giornale – è come una grande industria diffusa, da Ponte di Legno a Pisogne, da Edolo a Darfo”; vi lavorano “oltre tre mila lavoratori (per lo più donne) frammentati in tante piccole realtà che si occupano di assistenza ad anziani, asili nido, che lavorano nelle case di riposo o per la manutenzione del verde pubblico”.
Un piccolo esercito – spiega Paolo Tempini, della Fisascat Cisl provinciale – che non vede però un rinnovo contrattuale da oltre quattro anni, in alcuni casi da nove. “Una situazione che sta diventando insostenibile – aggiunge il sindacalista – perché in questo modo non hanno garanzie né protezioni, e i loro stipendi già piuttosto bassi non vengono adeguati”.
“Adesso più che mai – conclude Tempini – puntiamo i piedi e vogliamo che ci vengano date delle risposte. E’ più di un anno che abbiamo presentato una bozza di piattaforma contrattuale: ci vorrebbe un’accelerata!”.
-
Clicca sul link per leggere l’articolo di Paola Cominelli
Mancano i contratti, il terzo settore traballa