
Alle minacce degli incaricati dell’azienda i lavoratori hanno risposto con estrema fermezza. “Si tratta di una forzatura assurda e inaccettabile – spiega dal presidio Daniela Pedrali della Segreteria provinciale dei metalmeccanici Cisl – decisa dalla multinazionale nel momento più delicato della trattativa sulla messa in sicurezza dei 26 lavoratori per i quali è stata avviata la procedura di mobilità”.
Il riferimento della sindacalista è all’incontro avvenuto proprio ieri in Regione, dalla quale è venuto alla multinazionale un richiamo forte alla responsabilità sociale verso i lavoratori.
“Sappiamo bene che la decisione della Wegmann non è reversibile – conclude la Pedrali – ma si tolgano dalla testa l’idea di poter completare i progetti di trasferimento delle attrezzature senza un accordo vincolante sugli ammortizzatori sociali da attivare per i lavoratori e l’adeguato finanziamento dei percorsi di accompagnamento dei dipendenti per la ricerca di nuova occupazione”.
In questo momento attorno alla fabbrica sembra essere tornata la calma, ma Fim Cisl e lavoratori hanno deciso di rafforzare ulteriormente il presidio.
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