
Italcementi dà lavoro in Italia a circa 2.300 persone e quasi un terzo sono occupate negli stabilimenti produttivi, nella sede direzionale e nel centro di ricerca e sviluppo di Bergamo.
LO STABILIMENTO BRESCIANO DI REZZATO-MAZZANO
Ma anche in provincia di Brescia Italcementi è presente fin dal 1964 con il cementificio di Rezzato-Mazzano. Negli ultimi due anni lo stabilimento è stato completamente rinnovato ed è oggi un centro di produzione all’avanguardia sia per i processi di lavorazione che per la compatibilità ambientale. Il complesso produttivo bresciano dà lavoro complessivamente a poco meno di 120 persone, alle quali si aggiungono altre 160 persone impegnate nelle attività dell’indotto.
DOPO IL PRIMO INCONTRO CON LA PROPRIETÀ
Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil hanno avuto martedì l’incontro con la proprietà che avevano chiesto subito dopo la diffusione della notizia della cessione del 45% della proprietà.
In un comunicato diffuso al termine della riunione ribadiscono che “pur comprendendo la necessaria riservatezza sull’operazione, considerate le buone relazioni sindacali, ci aspettavano di esserne informati prima. Nell’era della globalizzazione del mercato del cemento in cui occorre mettere assieme sinergie per essere competitivi nel mondo, spiace constatare che un’altra prestigiosa azienda italiana passi in mani straniere. Ma ora è importante avere risposte dall’azienda, in particolare sul rispetto degli accordi sottoscritti in materia di riorganizzazione del gruppo in Italia, la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”.
MONITORARE GLI SVILUPPI
I sindacati hanno avanzato all’azienda la proposta di programmare “incontri mensili, sia a livello nazionale che a livello europeo, per monitorare gli sviluppi che emergeranno dagli incontri tra le due aziende”.
PROSSIMO INCONTRO IL 24 SETTEMBRE
Un secondo incontro tra i vertici di Italcementi, le Rsu ed i sindacati delle costruzioni Cgil Cisl Uil è stato messo in agenda per il 24 settembre.
APPELLO AI MINISTERI COMPETENTI
Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil hanno intanto chiesto “l’attivazione di un tavolo Istituzionale al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero del Lavoro.