
Lo sciopero è stato proclamato a livello nazionale per l’intero turno di lavoro.
Le organizzazioni sindacali ritengono inaccettabile che ad oggi uno dei più grandi operatori stranieri della grande distribuzione commerciale presenti nel nostro Paese non abbia ancora presentato un piano di rilancio aziendale credibile finalizzato a fronteggiare la crisi delle vendite del Gruppo.
“E’ gravissimo ragionare esclusivamente sulla riduzione del costo del lavoro – stigmatizza la Fisascat Cisl commentando i tagli di 112 milioni di euro annunciati dal presidente di Auchan Patrick Espasa – perché in un’ottica di contenimento delle spese è assurdo ipotizzare che i primi a pagare il prezzo dei mancati introiti siano solo ed esclusivamente i dipendenti: in questi ultimi anni di crisi sono già stati tagliati quasi 3.000 posti di lavoro; c’è stata una riduzione dell’orario e della retribuzione prevista dai contratti di solidarietà avviati in 21 punti vendita”.
Per la Fisascat si deve cominciare a ragionare a livello istituzionale sulle prospettive dei gruppi della grande distribuzione in Italia, sulle capacità dell’Italia di essere ancora un Paese competitivo dove continuare ad investire. Il rischio è quello di rimanere esclusi da una fetta di mercato importante che fino ieri ha garantito l’occupazione a migliaia di persone.