
INVECCHIAMENTO E SOSTENIBILITÀ DEI SERVIZI
Come hanno ripetutamente denunciato le organizzazioni sindacali, l’invecchiamento del pubblico impiego non è privo di conseguenze, ed oggi la Ragioneria generale dello Stato è ancora più esplicita: “Il mantenimento prolungato delle politiche di contenimento del turn-over, scattate per la generalità dei comparti nel 2008, finirà per porre in pochi anni un problema di sostenibilità dei servizi erogati”.
GIOVANI, MOSCHE BIANCHE
I giovani appaiono così sempre più come mosche bianche, tanto che gli under 30 sono appena 108mila, il 3,3% del totale. E se si porta l´asticella fino ai 34 anni la quota resta comunque inferiore al dieci per cento (8,6%). La rappresentanza giovanile potrebbe essere ancora più bassa se non si considerasse l’apporto dato dalle forze armate e da quelle di polizia (quasi sette under 30 su dieci sono loro).
RICAMBIO GENERAZIONALE E’ DI LA DA VENIRE
Il ricambio, uno a uno, con un neoassunto per ogni pensionato, potrà tornare a funzionare appieno solo nel 2018. Intanto l’età per andare in pensione si allontana sempre più. È stato infatti già stabilito che a partire dal 2016 per uscire saranno necessari quattro mesi in più, quindi nella P.A. significa che si passa a 66 anni e sette mesi (oggi 66 e tre mesi).
CLASSIFICHE ELOQUENTI
In diversi settori l’età media ha già superato la soglia dei cinquant’anni, dalla scuola all’università, dai ministeri alle regioni e alle autonomie locali. Nel dettaglio, l´età media degli insegnanti a tempo indeterminato sfiora i 52, quella dei medici li raggiunge, per i professori universitari è di oltre 56, mentre per i dirigenti ministeriali di prima fascia quasi 57. Nel settore della carriera prefettizia, la mappa anagrafica parla di una età media di 53,6 seguita da quella che riguarda la presidenza del Consiglio (52,6). Sotto i 40 anni resta un solo comparto, quello delle forze armate dove l´età media è di 37,3.