
Benetti dell’INCA Cgil, Rita Tagassini per il Patronato Acli, Roberta Chiappini ITAL Uil.
L’allarme rosso dei Patronati (Bresciaoggi 8.11.2014)
Patronati sul sentiero di guerra (Giornale di Brescia 8.11.2014)
Austerity, patronati a rischio (Corriere della Sera – Brescia 8.11.2014)
Per capire la gravità di ciò che sta succedendo
è utile fare un rapido ripasso.
COS’E’ il PATRONATO?
Il Patronato è un servizio istituito dalle organizzazioni sindacali (sia dei lavoratori dipendenti che dei lavoratori autonomi) per tutelare i diritti individuali di qualsiasi cittadino presente sul territorio nazionale.
SU COSA PUÒ INTERVENIRE?
Fornisce tutela e assistenza per quanto riguarda le prestazioni previdenziali, sanitarie e socio-assistenziali, e quelle in materia di emigrazione e immigrazione.
UN SERVIZIO GRATUITO
La caratteristica principale dell’attività dei Patronati è l’assistenza gratuita. Nel 2013 i quattro principali Patronati operanti in Italia (INAS Cisl, Acli, INCA Cgil, ITAL Uil) hanno accolto 6 milioni 695 mila 192 persone, per l’82% italiani.
COME SI FINANZIANO I PATRONATI?
Il costo dei servizi di Patronato è interamente coperto da una percentuale dei contributi versati dai lavoratori agli enti previdenziali, lo 0,226%, che va a costituire il “Fondo Patronati” che ammonta annualmente a 430 milioni di euro.
COME VENGONO RIPARTITE LE RISORSE?
Il Ministero del Lavoro provvede annualmente, con un decreto, a ripartire i fondi tra i Patronati, in base all’attività svolta. Il finanziamento è calcolato con un sistema “a punteggio”, che riconosce punti solo per alcune tipologie di pratiche e a condizione che la pratica stessa abbia avuto esito positivo.
COSA VUOLE FARE IL GOVERNO RENZI?
Il Governo nella Legge di Stabilità 2015 prevede un taglio al Fondo Patronati di 150 milioni di euro e la riduzione della percentuale dei versamenti dei lavoratori destinata al “Fondo Patronati” allo 0,148%, pur confermando il prelievo sul monte contributi dei lavoratori allo 0,226%.
COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE?
Il Governo vuole far cassa con i contributi sociali mettendo le mani sui soldi dei lavoratori, incamerando lo 0,078% del contributo che i lavoratori versano per i Patronati.
COSA SUCCEDERÀ SE NON SI CAMBIA LA LEGGE?
Se il Parlamento non dovesse intervenire in maniera adeguata i Patronati sarebbero costretti a ridurre sensibilmente il patrocinio gratuito, a chiudere tante delle loro sedi sul territorio e a dover gestire un pesante problema di esubero di personale.
COSA CI GUADAGNA LO STATO DALL’OPERAZIONE AVVIATA DAL GOVERNO?
Niente, anzi! È stato stimato da INAS Cisl che se in Italia non ci fossero i Patronati, la Pubblica amministrazione dovrebbe aumentare il proprio organico per un totale di 6.082 persone a tempo pieno, con una spesa aggiuntiva nel bilancio dello Stato di 657 milioni di euro l’anno.
COSA SI PUO’ FARE PER DIFENDERE I PATRONATI?
I Patronati Cisl, Acli, Cgil e Uil hanno aperto una raccolta di firme in calce alla petizione “NO ai tagli ai Patronati “ indirizzata al Governo.
“A causa della riduzione dei fondi – si legge nel documento – i Patronati non potranno più garantire un servizio gratuito. L’uguaglianza d’accesso ai diritti sarà cancellata. È una grave mancanza di attenzione al Paese reale. La politica dovrebbe tagliare gli sprechi, non ridurre i diritti dei cittadini. I cittadini chiedono al Governo una revisione del taglio, al fine di salvaguardare il servizio di pubblica utilità offerto dai Patronati, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 42/2000 e previsto dalla legge 152/2001”.
E’ possibile firmare la petizione in tutte le sedi di Patronato. Le firme verranno consegnate ai parlamentari bresciani il prossimo 15 novembre.
Per saperne di più visita il sito dei Patronati Italiani
