
Sono parole della presidente della Corte di appello di Brescia, Graziana Campanato, pronunciate durante la relazione inaugurale dell’anno giudiziario 2014 avvenuta ieri nella storica sede della Corte a Palazzo Martinengo.
E’ stridente il confronto tra l’aumento degli atti criminosi – segnati anche dalle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio – e la costante diminuzione di tutto il personale. Un dato che rende comprensibile la gravità della situazione è il rapporto tra magistrati e popolazione residente: se in Italia il rapporto è di 1 a 7.500, nella provincia di Brescia è di 1 a 25.000.
Tra i numerosi interventi della cerimonia c’è stato anche quello di un rappresentante dei lavoratori dell’amministrazione giudiziaria: “Se si confrontano le piante organiche degli uffici di Brescia con quelle di altri capoluoghi con un bacino di utenza simile o inferiore a quello di questo Distretto – ha detto – emerge chiaramente la discrepanza notevole. […] Le organizzazioni sindacali confederali hanno aperto la strada che le ha portate a confrontarsi con i sottosegretari e i dirigenti generali dell’amministrazione con un incontro a Roma lo scorso novembre, ma ad oggi salvo una manifestazione di buone intenzioni non si sono ottenuti grandi risultati. […] Per sbloccare la situazione di stallo è necessario che tutti insiemi, lavoratori, dirigenti, magistrati, avvocati, associazioni con l’aiuto anche dei politici locali, facciamo fronte comune, aprendo una fase nuova di cooperazione, per chiedere, o meglio pretendere, che il funzionamento della giustizia in questo territorio sia effettivo ed efficace”.