
EQUIPARAZIONE – La legge di fatto equipara i dirigenti privati a quelli pubblici secondo la norma del decreto salva-Italia che prevedeva per questi emolumenti massimi di 294 mila euro, a cui si sommano, nel rapporto massimo di uno a uno, eventuali bonus, ma sempre correlati alle dimensioni dell’azienda e ai risultati. Stop quindi a premi d’ingaggio o buonuscite dorate anche in presenza di risultati disastrosi, come visto più volte negli ultimi anni.
SEI MESI D TEMPO PER RACCOGLIERE 50.000 FIRME – Per evitare questa situazione il compito di approvare gli stipendi del top management sarà sempre dell’assemblea dei soci e non più del solo consiglio di amministrazione. La proposta sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale e la Cisl ha sei mesi di tempo per raccogliere le 50 mila firme necessarie a presentarla in Parlamento.