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Tre nuovi bresciani illustri iscritti nel Famedio di Brescia
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Tre nuovi bresciani illustri iscritti nel Famedio di Brescia

Sono Franco Castrezzati, Vasco Frati e Augusto Preti. Lunedì 9 novembre la cerimonia al Cimitero Vantiniano

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Pubblicato il 3 Novembre 2026

Franco Castrezzati, sindacalista della CISL, figura di spicco della storia civile, politica e sindacale di Brescia; Vasco Frati, storico, amministratore pubblico e animatore di istituzioni culturali; Augusto Preti, biochimico e primo rettore dell’Università degli Studi di Brescia. Sono i nomi dei tre bresciani scomparsi nel 2025 che lunedì 9 novembre verranno iscritti nel Famedio di Brescia, il luogo all’interno del Cimitero Vantiniano destinato a onorare la memoria dei cittadini illustri della città.

Di seguito riportiamo le note biografiche su Franco Castrezzati diffuse da Palazzo Loggia unitamente alla notizia della celebrazione che avverrà nel pomeriggio di lunedì prossimo al Cimitero Vantiniano.

 

Franco Castrezzati, sindacalista
Cellatica 21 aprile 1926 – 14 ottobre 2025

Testimone della libertà, uomo di dialogo e di valori, ha dedicato la vita al lavoro e alla ricerca della giustizia sociale.
Franco Castrezzati è stato una figura di spicco della storia civile, politica e sindacale di Brescia. Era nato a Cellatica il 21 aprile del 1926, aveva studiato in Seminario fino alla quinta ginnasio e lavorato poi come correttore di bozze alla casa editrice Morcelliana.

Nel gennaio del 1944 la Repubblica Sociale pretese l’arruolamento dei nati nel primo semestre del 1926. Non avendo alcuna intenzione di sottostare al fascismo, Castrezzati si nascose, fuggì, venne arrestato, picchiato e maltrattato: scampò alla fucilazione solo perché minorenne. Riuscì a scappare una seconda volta, unendosi ai partigiani delle Fiamme Verdi in Valle Camonica.

Dopo la Liberazione fu Angelo Gitti, segretario della Libera Confederazione Generale Italiana dei Lavoratori, a proporgli di lavorare nel Sindacato.

Quando le profonde divergenze con le componenti comunista e socialista costrinsero il sindacalismo di matrice cattolica a darsi una propria organizzazione, Castrezzati visse l’esperienza fondativa della CISL, impegnato prima con i lavoratori dell’agricoltura e poi, per 20 anni, con quelli dell’industria metalmeccanica.
Pur restando sempre a Brescia, ebbe incarichi nazionali ma declinò quelli regionali. Dal 1978 al 1981 fu segretario provinciale della CISL. Si batteva per i diritti dei lavoratori e per la democrazia nei luoghi di lavoro.

È stato un grande sindacalista, coraggioso, appassionato, intransigente nella difesa della dignità e del primato della persona nel lavoro.
Nella delicata fase storica del Dopoguerra, comprese il ruolo della formazione dei lavoratori, dedicando ad essa le sue competenze e quelle di tante risorse intellettuali vicine alla Cisl. Castrezzati è stato tra coloro che hanno contribuito a conquistare per i lavoratori e per il Sindacato tutto ciò che oggi sembra assolutamente normale: tutele e diritti, contrattazione decentrata, autonomia dalla politica, ruolo centrale della formazione per i lavoratori e per chi è chiamato a rappresentarli.

È ricordato come la “voce della strage”: fu proprio Castrezzati, il 28 maggio del 1974, a tenere il discorso sul palco di piazza della Loggia durante la manifestazione antifascista.
Il suo intervento fu drammaticamente interrotto dall’esplosione che causò la morte di otto persone e il ferimento di oltre cento. Il suo discorso si sarebbe concluso con alcune parole che, ancora oggi, sono un invito a proteggere, custodire e valorizzare la democrazia: “Se vogliamo assestare un colpo salutare ai rigurgiti fascisti, diamo un volto più preciso a questa nostra democrazia. Diamogli il volto della libertà ma di una libertà sostanziale e non solo formale; della libertà del bisogno, della libertà di stampa anche per quanti non hanno i mezzi per comprare più testate dei quotidiani. Diamogli il volto della partecipazione, di un governo cioè nel quale il popolo si vede, si specchia e si sente rappresentato. Diamogli il volto della giustizia attraverso la quale l’eguaglianza fra tutti i cittadini sia esaltata in coerenza con i valori di dignità della persona umana”.

Castrezzati ha continuato e continua a essere un punto di riferimento per la trasmissione della memoria storica, dell’antifascismo e dell’impegno democratico e sociale.