La riforma della giustizia tiene banco nella cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, con una netta presa di posizione della magistratura bresciana contro il provvedimento presentato dal Governo e approvato dal Parlamento (in sostanza una dichiarazione di voto per il NO al referendum confermativo del marzo prossimo) e l’intervento del presidente dell’Ordine degli avvocati (che sul referendum non si è espresso) il quale ha fatto presente che non era quella la sede più opportuna per replicare.
La cerimonia è proseguita con altri interventi nel corso dei quali è stato ribadito che il problema centrale continua ad essere l’insufficienza degli organici, condizione che allunga in maniera sempre più grave i tempi della giustizia.
Il procuratore generale ha poi fatto il punto sui reati commessi e perseguiti nel nostro territorio: forte riduzione degli omicidi volontari e assenza di quelli maturati in ambito familiare; aumento dei reati di maltrattamento (da 730 a 826) e delle lesioni aggravate dal rapporto domestico con la vittima (da 428 a 834); sono diminuiti i furti in abitazione (da 782 a 575); calate anche le rapine (da 329 a 275).