Secondo una Direttiva Ministeriale del 2015, una sola autoscala è del tutto sufficiente per garantire il soccorso tecnico urgente dei Vigili del fuoco in provincia di Brescia.
Ed è in base a quella direttiva, vecchia di dieci anni, che “delle tre autoscale di Stato originariamente dislocate presso la sede Centrale di Brescia dei Vigili del fuoco e nei due distaccamenti permanenti capomaglia di Salò e Darfo Boario Terme, è rimasta nel Bresciano solo quella dislocata presso la sede Centrale: le altre sono state trasferite d’imperio fino a data da destinarsi presso altri comandi provinciali”.
Lo scrivono in una nota le rappresentanze sindacali dei Vigili del fuoco, denunciando “una visione a dir poco obsoleta” della dotazione di mezzi necessari al Comando provinciale, “che non tiene conto delle reali esigenze operative e geografiche di un territorio tanto vasto e complesso quanto quello del nostro territorio che con oltre 4.784 chilometri quadrati è la provincia più estesa della Lombardia”.
Il risultato di questo stato di cose è nella cronaca di inizio anno: il 5 gennaio scorso l’unica autoscala disponibile ha impiegato un’ora e venti minuti per raggiungere e intervenire a spegnere l’incendio del tetto in legno di un fabbricato di quattro piani a Borno, mentre il 7 gennaio ce ne sono voluti 50 di minuti per arrivare con l’autoscala a Salò dove era andato a fuoco un altro tetto in legno.
“Riteniamo che la popolazione meriti un soccorso efficace, efficiente e tempestivo” scrivono in una nota unitaria Cgil Cisl Uil e Usb, chiedendo l’intervento del Ministero dell’Interno “e l’immediato reintegro delle autoscale di Stato trasferite”.
Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre che “venga rivista con connotazione di priorità la Direttiva Ministeriale del 2015 alla luce delle specificità territoriali”.