Disabili e lavoro, sempre un percorso  ad ostacoli. La CISL: bisogna uscire dalla logica incentivi-sanzioni
TORNA INDIETRO

Disabili e lavoro, sempre un percorso ad ostacoli. La CISL: bisogna uscire dalla logica incentivi-sanzioni

In Lombardia le imprese pagano 27 milioni di penali all'anno piuttosto che inserire disabili al lavoro

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 23 Dicembre 2025

Perché non istituire nelle aziende la figura del “collega di sostegno”, una figura in grado di affiancare i disabili nell’inserimento lavorativo e renderli protagonisti della vita aziendale. L’idea è della CISL regionale, anche attraverso un percorso condiviso” tra aziende, sindacati, istituzioni e politica.

 

Piuttosto che assumere un disabile le aziende
pagano milioni di penali. Assurdo!

In Lombardia ci sono tantissimi posti di lavoro destinati alle categorie protette che restano scoperti. Le aziende trovano più comodo pagare la penale prevista per chi viola l’obbligo di legge piuttosto che assumere persone con una fragilità fisica o psichica che, ovviamente, non possono rendere al 120%. Per questo vengono versati in Lombardia, considerando l’universo delle imprese tenute ad assumere una quota di categorie protette, complessivamente 26-27 milioni all’anno in penali.

Ad eccezione di alcune imprese virtuose, di grandissime dimensioni, il problema dell’inserimento dei disabili è comune a tutto il tessuto imprenditoriale, trasversale ai settori, e riguarda sia il privato sia il pubblico impiego e le società partecipate o controllate dai Comuni”.

 

È una questione di organizzazione aziendale,
di mentalità ancora arretrata

L’inserimento di un disabile, nonostante gli incentivi che esistono, viene considerato un costo da sostenere, perché è un lavoratore che va affiancato e formato. Spesso è costretto dalle sue condizioni a una discontinuità lavorativa, non può essere presente tutti i giorni. È una questione di organizzazione aziendale, di mentalità ancora arretrata. Senza ragionare solo in termini di produttività, non si riesce a far comprendere che il corretto inserimento di un disabile è un bene per la società a 360 gradi.

 

Pensare percorsi con idee innovative

Bisogna uscire dallo schema, limitante, degli incentivi e delle sanzioni e pensare anche a percorsi con idee innovative. L’istituzione della figura del “collega di sostegno“, in grado di affiancare il disabile nell’inserimento lavorativo, potrebbe essere una di queste idee nuove. Certo, occorre una visione lungimirante da parte delle imprese, oltre le logiche dei costi e della produttività.