C’è stata animazione questa mattina davanti all’ingresso dell’Istituto Fatebenefratelli – Centro San Giovanni di Dio in via Pilastroni a Brescia.
Le federazioni di categoria della sanità di Cgil Cisl Uil hanno dato vita ad un presidio assieme ad una trentina di lavoratori della Cooperativa sociale “Il Melograno”. L’Istituto ha infatti deciso di non rinnovare i contratti in essere con la cooperativa che attualmente gestisce, attraverso una cinquantina di dipendenti, e tra di essi numerosi ex pazienti dell’Istituto all termine del percorso di riabilitazione psichiatrica, la sanificazione, la cura del verde, il servizio lavanderia per i frati e gli ospiti del Centro, e la portineria diurna e notturna.
“Una decisione unilaterale e sorprendente quella del Fatebenefratelli – ha osservato Tatiana Vezzini della Segreteria provinciale di CISL Fp – anche solo in ragione della storia de Il Melograno, onlus fondata nel 1985 all’interno del Centro San Giovanni di Dio per offrire opportunità di inserimento lavorativo a pazienti e ex pazienti, operando in stretta collaborazione con l’Istituto”.
La chiusura della cooperativa apre delicati problemi di natura occupazionale e sociale. Il presidio di questa mattina, al quale ha portato la solidarietà della CISL il segretario generale Alberto Pluda e la collega di segreteria Maria Rosa Loda, aveva l’obiettivo – si legge in un volantino distribuito all’ingresso della struttura – di “sensibilizzare i responsabili del Fatebenefratelli riguardo la tutelala dei lavoratori, in molti casi famiglie monoreddito, invalidi, stranieri”.
A questo serio problema se ne aggiunge un altro non meno rilevante: “Il Melograno vanta infatti “crediti significativi nei confronti dell’Istituto Fatebenefratelli, che nonostante numerose sollecitazioni, non sono stati ancora saldati”, mettendo la cooperativa in “una situazione di seria difficoltà”.
“Chiediamo con forza che Fatebenefratelli si faccia veramente prossimo per i propri lavoratori – conclude il volantino sindacale – affinché la loro mission non resti solo una utopistica scritta sulla pareti dell’istituto”.