“Tenere viva la memoria di fatti e atti fondativi del nostro vivere comune è una essenziale opera per costruire il futuro sulla base dei valori che quei fatti e quagli atti ci hanno trasmesso. Una eredità che non possiamo e non dobbiamo disperdere e che è nostro compito invece far fruttare, per continuare, con lo stesso spirito e la stessa determinazione, a costruire una società sempre più giusta e libera”.
Sono parole di Lorenzo Guerini, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che ieri in Mortirolo è stato oratore ufficiale dell’annuale appuntamento promosso dalle Fiamme Verdi nel ricordo dei giovani partigiani che nel 1945 su queste montagne
si scontrarono e vinsero le truppe nazifasciste.
Anche ieri hanno risposto in tanti all’appello delle Fiamme Verdi nell’ottantesimo anniversario della Liberazione; era presente, come ogni anno, una numerosa delegazione della CISL bresciana, guidata da Maria Rosa Loda della Segreteria provinciale.
All’orazione ufficiale ha fatto seguito l’intervento di Roberto Tagliani, presidente nazionale delle Fiamme Verdi, che rispondendo a coloro che sostengono la necessità di ricordare anche gli sconfitti delle Battaglie del Mortirolo ha affermato: “Non ci sono due storie parallele che si possono ricordare salendo in Mortirolo. La storia è una sola, che ha visto i partigiani delle Fiamme Verdi difendere la dignità e conquistare la libertà contro i nazisti e i fascisti repubblichini della Legione Tagliamento che volevano sopprimerla, soffocarla, annientarla. Per questo il Mortirolo è e sarà sempre il luogo della memoria della Resistenza, senza lasciare spazio a narrazioni alternative che neghino la storia di ciò che qui è accaduto”.