Mancanza di confronto e posizioni dirigenziali di netta chiusura stanno determinando un clima di contrapposizione nel presidio provinciale dei Vigili del Fuoco di Brescia.
Fallito il tentativo di conciliazione sulla vertenza in atto, le organizzazioni sindacali aspettano domani, lunedì 9 giugno, l’arrivo del nuovo dirigente del Comando provinciale dei Vigili del fuoco per tentare una ricomposizione sui tanti problemi organizzativi che il personale è costretto ad affrontare.
Il problema delle autoscale
Non da ultimo il fatto che Brescia abbia rischiato di restare senza autoscala, un mezzo fondamentale per la sicurezza, e questo perché quella del distaccamento di Salò è stata spostata a Monza, mentre quella del distaccamento di Darfo e stata spostata a Torino e solo le accese rimostranze di sindacati, personale permanente e volontario ha impedito che anche quella del Comando provinciale prendesse il volo.
Oggi dunque, per tutto il territorio provinciale, oltre all’autoscala della sede centrale, c’è un’autoscala al Distaccamento Volontario di Lumezzane e una al Distaccamento Volontario di Palazzolo, e una piattaforma aerea nel Distaccamento Volontario di Chiari
“Una situazione critica e inaccettabile – scrivono in un comunicato le Segreterie e i Coordinamenti territoriali dei Vigili del fuoco di Brescia – per un territorio che con i suoi 4.784,36 chilometri quadrati è il più esteso della Lombardia. In assenza dell’autoscala il personale è costretto a esporsi a rischi maggiori, con un’attesa che può risultare fatale quando l’autoscala deve arrivare da decine di chilometri di distanza, in interventi che richiedono la massima tempestività”.
“Chiediamo con urgenza il reintegro immediato delle autoscale trasferite – conclude il comunicato – e un confronto immediato con le autorità centrali, affinché vengano tutelate la sicurezza dei cittadini e la dignità del servizio svolto da Vigili del fuoco permanenti e volontari. La sicurezza della cittadinanza non può essere sacrificata in nome della burocrazia o di scelte organizzative che non tengono conto della realtà operativa”.