Alla vigilia dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti delle donne, il settimanale La Voce del Popolo dedica una pagina al tema della parità di genere attraverso l’analisi del divario salariale. Da una recente ricerca a livello provinciale emerge che la differenza di reddito tra un uomo e una donna è di 9.527 euro.
All’illustrazione della ricerca segue un approfondimento che il giornale ha realizzato intervistando Maria Rosa Loda, componente della Segreteria provinciale della CISL.
“Le donne – spiega la sindacalista – sono ‘vittime’ di una duplice segregazione: quella orizzontale e quella verticale. La prima le costringe ad impieghi in settori a più bassa retribuzione, spesso assunte con contratti più deboli, non-standard, come il part time; quella verticale le porta ad avere livelli di responsabilità più bassi rispetto agli uomini e con scarse possibilità di carriera e crescita professionale”.
Maternità, lavoro di cura – che riguarda minori, situazioni difficili e non da ultimo gli anziani – e discontinuità previdenziale sono elementi della vita di una donna che si traducono in assegni pensionistici inferiori rispetto agli uomini.
“Le prospettive – osserva Maria Rosa Loda – non sono certo incoraggianti e necessiterebbero di attenzioni maggiori rispetto a quelle di cui oggi il problema gode”.
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