“La Cisl ci sarà. Senza bandiere, se non quella stellata dell’Unione, ma con le proprie idee”. Daniela Fumarola, leader nazionale della CISL, lo ha scritto in una lettera a Repubblica, ed è stata la prima tra i leader sindacali a esprimere la propria adesione all’appello lanciato Michele Serra a scendere in piazza per far sentire la voce di chi ha a cuore l’Europa.
La manifestazione si terrà a Roma il prossimo 15 marzo nel nome della libertà e dell’unità dei popoli europei per lanciare un messaggio a “chi poi maneggia le agende politiche” che non potrà ignorare la voce di chi crede nel progetto dell’unione e dell’unità europea.
“Lo spettacolo vergognoso andato in scena nello Studio Ovale venerdì – ha scritto la segretaria generale della CISL – ha avuto quanto meno un effetto, costringendoci a fare i conti con il dato che il Vecchio Continente è solo. Nessuno sa come evolverà l’asse atlantico, che dal 1941 unisce le due sponde dell’oceano. Bisognerà continuare a crederci e costruire ponti ovunque sia possibile farlo. L’Europa deve svegliarsi e deve farlo adesso. Tutti. Istituzioni e parti sociali, politica e partiti. Se siamo all’altezza di un ideale che perseguiamo dal 1950, che in questi decenni ha dato pace e prosperità, ha garantito stabilità e democrazia, ma che non è mai arrivato a un traguardo finale degli Stati Uniti d’Europa”.
“L’integrazione sociale, politica, economica, anche militare, che non può più aspettare. Una coesione che richiede una nuova governance con il superamento del vincolo dell’unanimità, politiche integrate su industria, energia, servizi, la riforma di un patto di stabilità asfittico recessivo”.
“Bisogna dare voce a un popolo che è molto più avanti delle istituzioni che lo rappresentano. Che vive il sentimento europeo e percepisce il pericolo che questo progetto, che sogno non è, possa essere definitivamente distrutto da nuovi imperialismi esterni e da estremismi interni. Se questo accadesse sarebbe il buio”.