La Camera dei Deputati ha approvato oggi, mercoledì 26 febbraio 2025, in prima lettura la legge di iniziativa popolare promossa dalla Cisl per la partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa. L’Aula di Montecitorio si è espressa con 163 voti a favore (maggioranza, Italia Viva e Azione), 40 contrari (Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle), 57 astenuti (PD).
“Un passo fondamentale verso un traguardo storico per il mondo del lavoro e per l’intero Paese” ha commentato Daniela Fumarola, leader nazionale della CISL: “Dopo 77 anni si avvicina finalmente l’approvazione di un testo attuativo dell’articolo 46 della Costituzione che sancisce il diritto dei lavoratori a un coinvolgimento attivo nella vita e negli utili delle imprese”.
Nella Legge mantenuti i principi cardine della proposta CISL
Il testo, che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva, mantiene i principi cardine della proposta CISL: la valorizzazione della contrattazione collettiva come motore degli accordi partecipativi, il sostegno economico alla partecipazione attraverso incentivi concreti, la formazione per i lavoratori coinvolti e il riconoscimento delle quattro forme di partecipazione: organizzativa, gestionale, economico-finanziaria e consultiva.
La Legge si applica a tutte le aziende, senza discriminazioni di dimensione, settore o natura giuridica, con un modello inclusivo che garantisce il massimo coinvolgimento del mondo produttivo, anche con il supporto a enti bilaterali e fondi interprofessionali per le Piccole e medie imprese.
La partecipazione non è una bandiera di parte
“L’auspicio della CISL – ha concluso Daniela Fumarola – è che a Palazzo Madama si ritrovi quello spirito di coesione e di sostegno alla Legge che purtroppo è venuto a mancare da alcune forze politiche a Montecitorio. La partecipazione è un principio democratico, una leva per la crescita e la competitività, non una bandiera di parte. La CISL continuerà a battersi affinché questa riforma epocale giunga fino in fondo, senza cedere a benaltrismi o a polemiche ideologiche di chi preferisce guardare al passato invece che al futuro”.