“Se il problema è la demografia, l’immigrazione non è parte del problema ma parte della soluzione. Se il problema è la mancanza di manodopera, l’immigrazione non è il problema ma parte della soluzione. Se dunque c’è ancora chi associa all’immigrazione una dimensione strumentalmente problematica, è evidente che il problema è culturale”.
Così il segretario generale aggiunto di CISL Brescia, Paolo Reboni, nell’intervneto di saluto Festa nazionale per i Migranti del settore Agroalimentare, in corso a Provaglio d’Iseo. È la terza edizione della manifestazione promossa da FAI Cisl, la federazione che rappresenta i lavoratori agricoli e quelli dell’industria alimentare, in larghissima maggioranza – a Brescia gli iscritti alla FAI di origine straniera sono oltre il 60% – migranti. Un appuntamento per parlare delle dimensioni dell’immigrazione, del suo contributo alla vita economica e sociale del nostro Paese, delle nuove norme italiane ed europee, della partecipazione e dell’inclusione sociale dei lavoratori stranieri, di salute e sicurezza sul lavoro.
Dati, riflessioni ed esperienze
Nel corso della mattinata, Samuele Davide Molli, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, ha presentato il rapporto di ricerca “Made in Immigritaly: terre, colture, culture”, mentre Ginevra Demaio del Centro Studi e Ricerche Idos ha illustrato le principali rilevanze del “Dossier Statistico Immigrazione 2024”.
Sulla realtà bresciana hanno portato la loro esperienza Anina Baleta dell’Anolf provinciale e Moustapha Fall, operatore dello Sportello Artigianato di CISL Brescia con una lettura approfondita del fenomeno migratorio, dei bisogni che esprime e delle risposte che associazione e sindacato sono in grado di offrire.
Lavoratori migranti nel sindacato e nella CISL
Un dato particolarmente interessante su cui riflettere è quello del numero dei migranti iscritti al sindacato: in Lombardia sono complessivamente 220.000 (il 12,5 % del totale); alla CISL Lombardia risultano iscritti 94.669 lavoratori migranti (il 13 % degli iscritti) che ne fanno il primo sindacato per adesioni di origine straniera: a Brescia la percentuale dei migranti iscritti alla Cisl è di oltre il 20 %.
Numeri che, come ha voluto ricordare nel suo intervento il segretario Cisl, sono stimolo costante alla nostra organizzazione per contribuire a far crescere una cultura aperta, inclusiva e partecipativa.
Rota (FAI CISL nazionale): Dal Governo cose giuste e cose sbagliate
“Diverse misure sull’immigrazione introdotte dal Governo Meloni – ha affermato il, segretario generale di FAI CISL Onofrio Rota – sono positive e derivano direttamente dalle proposte del sindacato avanzate al Tavolo interministeriale anticaporalato, come il nuovo sistema per l’incrocio dei dati, che chiedevamo da tempo per favorire controlli più mirati, oppure il permesso di soggiorno speciale per chi denuncia i caporali, con percorsi di protezione e con l’accesso all’assegno di inclusione, o anche il giro di vite contro gli imprenditori che usufruiscono del Decreto Flussi senza attivare contratti. Però abbiamo riscontrato anche scelte sbagliate: penso alla scelta di appaltare in Albania i flussi migratori, con spese enormi, inefficienze e logica emergenziale, ma penso anche al recente inserimento dell’obbligo di due anni di residenza, anziché uno, per chiedere il ricongiungimento familiare: un ostacolo in più proprio nei confronti di quelle dinamiche che favoriscono l’inclusione e riducono l’emarginazione, mentre se vogliamo davvero investire sull’immigrazione regolare e valorizzare il contributo dei lavoratori stranieri al made in Italy e in generale alla società, i ricongiungimenti vanno semmai agevolati, non certo ostacolati”.
Nel pomeriggio il programma prevede momenti di festa e convivialità.