Probabilmente verrà subito rubricato dai detrattori tra i “miti dell’incenerimento dei rifiuti” (titolo di un convegno che proprio oggi ha luogo a Brescia), ma un fatto – per quanto piccolo e raccontato a margine di un serio approfondimento sui dati – è un fatto. Ne scrive Mauro Cereda su Conquiste del Lavoro in una pagina dedicata al Termoutilizzatore di Brescia, un impianto tra i più avanzati in Europa, visitato nei giorni scorsi da un gruppo di delegati della Flaei CISL di Lombardia ed Emilia Romagna, nell’ambito di un percorso formativo sui temi energetici.
Api e qualità dell’aria
“Tutto è nato nel 2014”, scrive Cereda, quando uno sciame d’api fini in un locale dell’impianto, recuperato e sistemato nelle arnie da un appassionato apicoltore che allora era “un dipendente addetto alla gestione dei filtri del camino. Le api sono sentinelle della purezza dell’aria. Nei loro voli quotidiani ‘catturano’ le polveri sottili, il che, con gli opportuni test, permette un monitoraggio efficace del livello di inquinamento di un territorio”. Tempo fa “un campione del loro miele è stato fatto analizzare da un laboratorio di Bologna con altri quattro provenienti da alveari di montagna e di lago: i risultati erano perfettamente identici”.
Dall’impianto il 70% del calore
distribuito dalla rete di teleriscaldamento
Gestito da A2A, il Termoutilizzatore di Brescia recupera energia elettrica e termica da circa 720mila tonnellate di rifiuti all’anno: “Le tre linee del termoutilizzatore generano oltre il 70% del calore distribuito dalla rete di teleriscaldamento di Brescia ed energia elettrica pari al fabbisogno di 200 mila famiglie. Numeri che consentono di risparmiare circa 160 mila tonnellate equivalenti di petrolio l’anno, evitando l’emissione in atmosfera di 683 mila tonnellate di CO2, pari all’anidride carbonica assorbita da circa 4,5 milioni di alberi”.
Pluda: “Un approccio responsabile
alla gestione del ciclo dei rifiuti di una grande città”
Nel reportage trova spazio anche la voce del segretario generale di CISL Brescia, Alberto Pluda: “La storia di questo impianto – spiega il sindacalista – è quella di un progetto che, dopo quello del teleriscaldamento dei primi anni Settanta, ha continuato a fare di Brescia una città capace di innovazione. Le carte dell’archivio Cisl testimoniano il sostegno che il nostro sindacato diede al progetto, con uno sguardo lungo ai benefici ambientali di un approccio responsabile alla gestione del ciclo dei rifiuti di una grande città. Il coraggio di ieri consente oggi a Brescia il lusso di dimenticarsi quasi di avere un termoutilizzatore, impianto impianto che ha consentito di superare la condanna delle discariche e i tanti problemi ad esse legati”.