Operaio muore su un traliccio dell’alta tensione a Ponte Caffaro
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Operaio muore su un traliccio dell’alta tensione a Ponte Caffaro

Flaei CISL e le altre sigle sindacali: "Ancora una volta l’incidente mortale si è verificato in appalti o lavoratori di ditte esterne"

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Pubblicato il 18 Ottobre 2024

La linea dell’alta tensione era spenta da oltre una settimana, ma ieri pomeriggio un operaio di origini peruviane è morto folgorato su un traliccio. Pablo Inga Pari aveva 27 anni e dipendeva per una ditta di Pontevico incaricata di tirare i cavi dell’alta tensione da un traliccio ad una cabina di trasformazione. Stava lavorando ad oltre venti metri di altezza quando i compagni di squadra che seguivano il lavoro da terra hanno sentito il rumore della scarica e subito dopo hanno visto il corpo esanime del collega sostenuto solo dalla imbracature di sicurezza.

Vani purtroppo sono stati i ripetuti tentativi di rianimazione dell’operaio dopo che era stato recuperato e portato a terra.

Tre le prime ipotesi sulle cause del mortale infortunio c’è il malfunzionamento del cavo di messa a terra che avrebbe dovuto scaricare la tensione prodotta per induzione dai cavi anche quando le linee sono disattivate.

 

I sindacati denunciano: il pericolo è negli appalti esterni

“Ancora una volta l’incidente mortale si è verificato in appalti o lavoratori di ditte esterne. – scrivono unitariamente in un comunicato Flaei CISL, Filctem e Uiltec – Serve un cambio di passo nell’affrontare il tema della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro estendendo gli alti livelli di sicurezza delle aziende elettriche al mondo degli appalti ed alle ditte esterne”.