La Sala delle Candelabre, uno degli spazi più significativi dell’Università degli Studi di Brescia nella sede di via San Faustino, ospita da oggi e fino a venerdì la mostra “IO ERO – Memorie di vite spezzate”, realizzata dalla CISL bresciana nell’ambito della campagna di sensibilizzazione ai temi della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sindacato e Università
Questa mattina la mostra è stata presentata agli studenti dal segretario generale della CISL Alberto Pluda e da Paolo Reboni, che per la Segreteria provinciale ha seguito più da vicino il progetto, insieme agli operatori dello Sportello Sicurezza CISL Brescia Giuseppe Sbarufatti e Francesco Martinelli.
Per l’Università erano presenti Cristina Alessi (che si è detta felice di poter ospitare l’iniziativa), Francesca Malzani e Alberto Venturelli, professori ordinari del Dipartimento di Giurisprudenza.
Gli studenti presenti stamattina sono quelli che nel semestre affrontano il corso di Diritto della salute e della sicurezza sul lavoro della prof.ssa Malzani, la quale ha ricordato come siano importanti da un lato la formazione tecnica, lo studio della materia e della normativa, dall’altro la sensibilità al tema, sensibilità che iniziative come questa aiutano a sviluppare.
Basta parlare di “morti bianche”
Durante la presentazione è stato sottolineato da parte dei docenti come non sia più appropriato il termine “morte bianche”, poiché le morti sul lavoro non sono per niente innocenti, casuali, senza responsabilità, bensì l’esatto contrario; da qui l’appello a stampa, radio e televisioni a cambiare una volta per tutte un aggettivo fuorviante nel racconto della tragedia rappresentata dagli infortuni mortali sul lavoro.
La trasversalità del problema
Scorrendo poi i pannelli che compongono la mostra assieme agli studenti, il prof. Venturelli ha evidenziato come a perdere la vita sul lavoro non sono solo lavoratori subordinati, ma anche autonomi e titolari d’azienda, e ha quindi insistito sulla trasversalità del problema che riguarda le persone in generale, a prescindere dal ruolo e dalle forme contrattuali con le quasi si lavora.
La testimonianza di Vincenzo e di Moustapha, lavoratori che hanno patito un grave infortunio sul lavoro, e il racconto di come hanno superato il trauma dal punto di vista fisico e psicologico, è stata lo spunto per ulteriori riflessioni da parte di tutti i partecipanti.
Le prossime tappe della mostra
Nelle prossime settimane la mostra sarà allestita a Sarezzo (IIS Primo Levi), Brescia (IIS Piero Sraffa), A Edolo (IIS Federico Meneghini), Chiari (IIS Luigi Einaudi); poi ancora Brescia (IIS Benedetto Castelli e IIS Andrea Mantegna) e Desenzano (IIS Luigi Bazoli – Marco Polo).
Molte altre sono però le scuole che vanno inserendosi nel calendario della mostra in costante aggiornamento.