Appello CISL: si dia concretezza al protocollo provinciale per la sicurezza sul lavoro
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Appello CISL: si dia concretezza al protocollo provinciale per la sicurezza sul lavoro

Le parole di richiamo e di indignazione sono importanti ma i fatti contano di più

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Pubblicato il 16 Settembre 2024

I drammatici infortuni mortali sul lavoro degli ultimi giorni hanno riportato l’attenzione generale sul problema della sicurezza. “L’anno scorso – ha affermato il segretario generale di CISL Brescia Alberto Pluda rispondendo alle domande dei giornalisti – è stato sottoscritto a livello provinciale un protocollo per la sicurezza con l’adesione di tredici associazioni datoriali bresciane insieme a Cgil, Cisl e Uil. Rivolgo un appello ai miei colleghi di Cgil e Uil affinché questo tavolo possa essere riattivato. Le parole di richiamo, di indignazione e di solidarietà sono importanti ma i fatti contano di più”.

 

Abbiamo bisogno di una strategia di sistema

Obiettivo di quell’intesa, che purtroppo non è andata oltre la formalità, era  definire una strategia comune di sistema per contribuire a rafforzare sul territorio la cultura della sicurezza sul lavoro, non solo quale valore etico e di responsabilità sociale, ma anche come fattore determinante per la qualità del lavoro, il benessere dei lavoratori e la competitività delle imprese.

 

I rischi dell’abitudine 

“Continua a mancare la cultura della sicurezza. – ha denunciato Pluda – La routine è un pericolo, così come i carichi di lavoro, la fretta e la disattenzione”.

 

La sicurezza s’impara 

“Il futuro è rappresentato dai giovani che diventeranno lavoratori e imprenditori. Per questa ragione – ha concluso il segretario generale di CISL Brescia – porteremo dal prossimo mese in 23 scuole di città e provincia la mostra Io ero – Memorie di vite spezzate, una installazione che ricorda uno a uno, con il loro nome, i morti sul lavoro nel bresciano e le modalità del loro infortunio, sollecitando l’attenzione e il coinvolgimento anche attraverso la testimonianza diretta di lavoratori che sono riusciti a sfuggire la morte”.