Quattro, due, diciassette. In questi numeri c’è tutta la delusione e la rabbia di lavoratrici e lavoratori nelle realtà del settore socio sanitario assistenziale: “Contratto scaduto da 4 anni, – spiega Gianmarco Pollini, segretario generale di CISL FP – un documento per la trattativa di rinnovo presentato ormai da 2 anni, 17 mesi di confronto infruttuoso con una associazione datoriale senza vergogna, l’Uneba, che ha proposto una miseria di incremento salariale: 50 euro lordi di aumento, che significano una media di 35 euro mensili sul livello che ricomprende operatori sociosanitari, coordinatori dei servizi ausiliari ed educatori), In percentuale un incremento del 3,5% quando l’inflazione in questi anni ha viaggiato a due cifre riducendo drasticamente il potere d’acquisto. Tutto ciò a fronte di contributi di Regione Lombardia agli enti gestori delle RSA, che negli ultimi tre anni sono aumentati dell’8%”.
Nella nostra provincia si contano 116 RSA
in cui sono occupati poco meno di 5.300 lavoratrici e lavoratori
“La questione di fondo – aggiunge Pollini – è che manca il rispetto per il lavoro, per le lavoratrici e i lavoratori. Le proposte avanzate da Uneba nel corso della trattativa sono irricevibili non solo dal punto di vista economico, ma anche per l’assoluta mancanza di considerazione delle condizioni e dei carichi di lavoro diventati insopportabili per le carenze di personale: una situazione che, aggiunta ai numerosi rientri che si rendono necessari per garantire i turni di servizio, comprime e condiziona la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.
Per tutte queste ragioni è stato proclamato unitariamente
uno sciopero nazionale che avrà luogo lunedì 16 settembre
“Prepariamo lo sciopero – conclude il segretario generale di CISL FP Brescia – attraverso presidi davanti alle strutture e assemblee con lavoratrici e lavoratori. Ai bresciani che usufruiscono del prezioso lavoro assicurato dai dipendenti nelle diverse strutture del socio sanitario assistenziale chiediamo solidarietà e sostegno per cambiare l’inerzia organizzativa di una associazione datoriale che non rispetta i lavoratori nella loro dignità e nei loro diritti”.