“Urge un’esistenza nuova, una maggior attenzione anzitutto a chi ci sta accanto, una maggior cura gli uni degli altri. Urge tornare a far ardere nei giovani cuori quella fiamma di responsabilità che accenda la voglia di cambiare il mondo, e che ci spinga a dimenticare noi stessi in dono generoso per un’idea grande”.
Le parole dello studente Nicola Moreschi ieri mattina in Mortirolo – teatro nel 1945 di due battaglie tra i partigiani e le truppe tedesche e fasciste in ritirata verso il Trentino – hanno saldato passato e presente, presente e futuro. Al giovane universitario le Fiamme Verdi bresciane avevano affidato l’orazione ufficiale nell’annuale appuntamento che ricorda i giovani che morirono in nome della libertà e della giustizia.
“Cosa mosse tanti giovani ragazzi a imbracciare le armi e a combattere su questa terra e in questa valle?”, ha continuato Moreschi: “C’era una fiamma che bruciava il cuore di quei giovani, un fuoco alimentato dal desiderio di bene. E allora armiamoci di valori, non come bandiere da sventolare o esibire, ma di qualcosa vissuto nella concretezza della vita”.
Particolarmente numerosa anche quest’anno è stata la presenza della CISL a tutti i momenti della cerimonia, dalla deposizione dei fiori al cippo che ricorda il primo luogo di sepoltura dei caduti per la libertà nelle battaglie del Mortirolo, alla messa celebrata dal cappellano delle Fiamme Verdi don Tino Clementi.
All’appuntamento erano presenti numerosi amministratori locali, tra i quali anche il vicesindaco di Brescia Federico Manzoni.