Con l’avvicinarsi dell’inizio del nuovo anno scolastico, emergono le purtroppo consuete criticità nella gestione delle nomine del personale. Ad analizzare la situazione è Luisa Treccani, segretario generale di CISL Scuola Brescia, dalle pagine de La Voce del Popolo, il settimanale bresciano in distribuzione oggi.
Oltre 19.000 cattedre a supplenza
Quest’anno scolastico, in termini numerici, vede disponibili a livello nazionale 64.156 posti per i docenti, ma saranno possibili solo 45.924 assunzioni, lasciando scoperti 19.232 posti che andranno a supplenza, in attesa di un nuovo concorso previsto per ottobre. Questo problema deriva da una combinazione di fattori, tra cui le recenti regole di reclutamento introdotte con la riforma del 2022, parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Sebbene ci siano docenti che hanno superato i concorsi del 2020 e del 2024, questi non possono essere assunti, lasciando i 19.000 posti vacanti per il prossimo concorso. Questa situazione evidenzia l’inefficacia delle attuali modalità di reclutamento, per le quali è stata richiesta una revisione urgente durante un incontro con il ministro Valditara.
CISL Scuola propone l’adozione strutturale di un secondo canale di reclutamento, quello delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), già utilizzato con successo per i posti di sostegno negli ultimi quattro anni. Solo attraverso questi cambiamenti sarà possibile affrontare in modo efficace le sfide ricorrenti e migliorare la gestione del personale scolastico.
La precarietà degli insegnati di sostegno
Per gli insegnanti di sostegno rimane aperta l’annosa questione di un’elevato numeri di posti in organico, sui quali però non si può procedere con assunzioni a tempo indeterminato, lasciando nella precarietà chi lavora ma anche quegli studenti che necessiterebbero di continuità.
I problemi del personale amministrativo, tecnico e ausiliario
Una situazione analoga si configura per il personale ATA. Le prossime nomine in ruolo copriranno solo un terzo delle posizioni vacanti, a causa delle restrizioni legali che limitano le assunzioni al solo turn over. Da tempo chiediamo come Cisl Scuola che questa limitazione venga eliminata attraverso un intervento legislativo appropriato. Attualmente, su un totale di 30.581 posti vacanti, solo 10.336 saranno coperti, mentre i rimanenti andranno a supplenza. La situazione si aggrava con la cessazione dei posti autorizzati in via straordinaria per il supporto ai progetti PNRR: le scuole si troveranno a settembre con un carico di lavoro maggiore per proseguire nell’attuazione del PNRR e le segreterie si trovano sotto organico.
L’unica situazione che pare volgere in senso positivo riguarda l’assunzione di 1.192 ex assistenti amministrativi nel nuovo ruolo di funzionari, che avranno ora un incarico stabile come Direttori dei servizi. Questo rappresenta un passo importante verso la riduzione della precarietà nelle posizioni apicali delle segreterie scolastiche, un risultato raggiunto grazie al contratto collettivo nazionale 2019/21, che ha permesso di risolvere una situazione rimasta irrisolta per anni.
Il gran pasticcio dei Dirigenti scolastici
Tragica è, invece, la situazione dei dirigenti scolastici. La questione è nuovamente nelle mani della giustizia amministrativa, con tutte le incertezze legate sia all’esito del contenzioso sia ai tempi necessari per la sua risoluzione. L’unica cosa chiara, al momento, è che ci troveremo di fronte alla triste realtà di moltissime scuole senza un dirigente titolare, da gestire quindi con incarichi di reggenza. Questo scenario è tutt’altro che rassicurante, soprattutto considerando che il recente dimensionamento degli istituti mirava proprio a garantire un dirigente titolare in ogni scuola, un obiettivo che rischia di non essere raggiunto in modo evidente.