Sportelli bancari: la corsa alla chiusura non si ferma
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Sportelli bancari: la corsa alla chiusura non si ferma

Banca d’Italia conferma l'ulteriore riduzione a fine 2023

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Pubblicato il 3 Aprile 2024

Banca d’Italia conferma un’ulteriore riduzione degli sportelli bancari nel nostro Paese (25.404 cinque anni fa, 20.161 a fine 2023) e di conseguenza dei livelli occupazionali (considerando lo stesso periodo si sono persi 16.808 posti di lavoro (2.863 lo scorso anno), passando dai 278.233 di cinque anni fa ai 261.425 lavoratori del 2023.

Non dissimile l’andamento registrato a Brescia e provincia: sono operativi 642 sportelli (112 in meno rispetto a cinque anni fa; 19 in meno rispetto al 2022) che coinvolgono complessivamente 5.217 addetti (erano 5.319 nel 2022). Al contenimento del calo degli sportelli nel bresciano contribuiscono le Banche di Credito Cooperativo che negli ultimi 5 anni li ha ridotti di sole 5 unità, passando da 223 a 218 sportelli (219 nel 2022).

Banca d’Italia rileva inoltre che il numero di sportelli ogni 100mila abitanti è di 34 a livello nazionale, 39 in Lombardia e 51 in provincia di Brescia, e che nel corso del 2023 sono diminuiti il numero dei Comuni serviti da banche, passati da 174 a 171.

 

Bottanelli (First Cisl Brescia): situazione insostenibile

“Questa continua rincorsa a chiudere sportelli non è più sostenibile: – commenta Gianpaolo Bottanelli, segretario generale First Cisl Brescia –  le banche devono essere e rimanere il traino economico e un presidio di legalità sul territorio”.

Per il sindacalista, “in un contesto complesso come quello attuale la presenza delle banche sul territorio attraverso i servizi e le consulenze fornite tramite gli sportelli è essenziale. La rincorsa verso il digitale, amplificatasi ulteriormente in quest’ultimo periodo, determinata da piani industriali rivolti quasi
esclusivamente al contenimento dei costi rischia di avere conseguenze pesanti sia sotto il profilo economico che sociale. Molte persone anziane non sono in grado di utilizzare l’internet banking e pensare che possano basarsi sui servizi digitali per investire i loro risparmi è utopia”.