Oggi, 27 marzo, ricorre il 39esimo anniversario dell’assassinio di Ezio Tarantelli, economista, professore universitario, collaboratore della Cisl, riformista coraggioso e intelligente. Ad ucciderlo furono le Brigate Rosse che, come scrive oggi un quotidiano, rivendicò l’attentato “con un documento di 70 pagine dense di farneticazioni, dove non si rinvengono grandi ideali ma la follia cieca dell’ignoranza dell’estremismo”.
Tarantelli si era occupato del rapporto tra salari e produttività (spiegando che ad una remunerazione più alta del lavoro avrebbe corrisposto la motivazione dei lavoratori ad essere più efficienti e ad investire di più nella propria formazione) e aveva sostenuto l’accordo che nel 1988 aveva messo fine alla scala mobile e alla spirale inflazionistica.
“La storia di Tarantelli – ha affermato il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra in un convegno che ieri il CNEL ha dedicato alla memoria dell’economista – è una storia che esprime uno spaccato dell’Italia. Un’Italia che ha avuto la forza di superare le ideologie e di mettersi in gioco, sfidando correnti di pensiero molto radicate. Tarantelli pensava con la testa libera, sforzandosi di trovare soluzioni lungimiranti, modelli solidaristici che puntassero alla giustizia sociale, alla tutela dei diritti delle persone, sostenendo crescita e sviluppo economico”.
La Fondazione che la Cisl ha costituito nel nome di Ezio Tarantelli ha deciso di ricordare il suo sacrificio rendendo accessibili a tutti i suoi lavori all’indirizzo scritti.fondazionetarantelli.it
La banca dati sarà continuamente aggiornata perché anche i più giovani possano incontrare il pensiero di un uomo che con il suo coraggio ha reso migliore il nostro Paese.