Quella di Carpenedolo di ieri mattina, dove a perdere la vita è stato un operaio di 43 anni, è solo l’ultima vittima di “un sistema da stravolgere, che necessita di interventi seri, concreti e urgenti, che non si fermino solo alle parole”
Lo scrivono i quotidiani di oggi riportando le reazioni del sindacato.
“Si fa sempre più urgente – ha ribadito Alberto Pluda, segretario generale della Cisl provinciale –
la necessità di trasformare in concretezza l’accordo sottoscritto a gennaio del 2023 tra tutte le parti sociali del territorio”. Un accordo che prevede l’istituzione di quattro tavoli tematici che operino su informazione, comunicazione, prevenzione e sensibilizzazione a partire dalle scuole. “Far capire che la routine sul lavoro e la confidenza del mestiere possono trasformarsi in un grave pericolo; fare in modo che la sicurezza sia il pane quotidiano di un Paese e non solo quando si assiste all’ennesima vittima. Perché è un tema che riguarda tutti, è una sfida comune. In Italia le norme stringenti esistono ma devono essere messe in atto, si deve lavorare affinché diventi un fattore culturale”.
A giocare un ruolo chiave, però, anche i controlli: un tasto dolente per il mondo del lavoro. Negli ultimi dieci anni nel Bresciano, gli ispettori del lavoro sono diminuiti del 30 per cento. E chi è rimasto, si è visto ridurre del 60 per cento le ore di attività dedicate alle ispezioni. Ma non solo. “I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nelle imprese devono essere messi nelle condizioni di poter operare. Molto spesso invece – denuncia Pluda – non vengono nemmeno consultati o presi in considerazione durante le verifiche”.