Oggi l’attenzione generale è sull’universo femminile. Come sempre l’8 marzo, Giornata internazionale della Donna, è un crocevia di pensieri, riflessioni e iniziative che vogliono sottolineare il significato e il senso di questa data.
La Cisl sceglie di mettere ancora l’accento sulla condizione della donna che lavora e sulle disparità che ancora segnano la presenza femminile nel mondo del lavoro.
In Lombardia il divario salariale medio tra uomo e donna è pari al 14.8%
Più alto nel bresciano: 15,3%
Secondo i dati messi a disposizione dalla Consigliera di Parità di Regione Lombardia, il divario salariale medio tra uomo e donna è pari al 14.8%: nel bresciano il divario è più alto della media regionale e tocca il 15,3%.
Le motivazioni per cui le donne guadagnano meno degli uomini, nonostante quanto previsto anche dalla Costituzione, sono diverse e articolate, ma all’origine resta il pregiudizio legato alle capacità e alle competenze delle lavoratrici che vengono spesso inquadrate a livello inferiore rispetto alle loro reali competenze. Altre ragioni riguardano l’uso del part-time involontario o ancora la penalizzazione dopo l’utilizzo di periodi di congedo per la cura dei figli o di altre persone del nucleo famigliare in condizioni di fragilità.
La direttiva europea sulla trasparenza retributiva
Per contrastare il fenomeno, l’Unione Europea ha approvato una direttiva che dovrà essere ratificata dagli Stati nel 2026, che si fonda sulla trasparenza retributiva e dei processi di avanzamento di carriera nella convinzione che fornendo maggiori informazioni e facendo aumentare la consapevolezza dei lavoratori e delle lavoratrici sia possibile contrastare questo fenomeno di disparità e discriminazione. La direttiva riconosce un ruolo importante anche alle parti sociali.
Un altro problema è il divario pensionistico che penalizza le donne
Un altro fattore da tenere presente è che il divario retributivo, sommandosi con il fenomeno del part-time involontario o con le carriere discontinue portano anche a un divario pensionistico. I dati INPS mostrano come le donne pensionate percepiscano il 36% in meno rispetto ai pensionati uomini, con un importo medio mensile di 1.416 euro.
Le proposte della Cisl
Per la Cisl due sono le strade da seguire: da una parte il potenziamento dei servizi al lavoro di cura, dall’altra promuovere con incentivi la contrattazione di secondo livello per sostenere le aziende che introducano, con accordi sindacali e la partecipazione per una diversa organizzazione del lavoro, misure di flessibilità che favoriscano conciliazione vita-lavoro e condivisione del lavoro di cura, a partire da un lavoro agile che non sia un escamotage per “costringere” le donne a lavorare e contemporaneamente ad occuparsi del lavoro di cura. Introdurre infine maggiori flessibilità orarie, condizionando però gli incentivi all’utilizzo equilibrato tra i generi delle misure introdotte.
Nella foto, il manifesto per la Giornata della Confederazione Europea dei Sindacati (ETUC – European Trade Union Confederation) di cui la CISL fa parte e che rappresenta 83 confederazioni sindacali nazionali di 36 Paesi europei.