A poche ore dal mortale incidente sul lavoro avvenuto giovedì sera a Longhena, il terzo dall’inizio dell’anno, a Firenze il collasso di una travatura di cemento nel cantiere di un centro commerciale cauda la morte di tre operai.
“Una tragedia – ha dichiarato il segretario nazionale della Cisl Luigi Sbarra – che deve far alzare l’attenzione su un tema da cui dipende il destino morale ed economico del Paese. Bisogna fermare la scia di sangue e bisogna farlo ora, ponendo in cima alle priorità la salvaguardia della vita e della salute persone che lavorano”.
La Cisl lancia una mobilitazione nazionale contro le morti e gli infortuni sul lavoro, con assemblee nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici e nei luoghi della produzione e iniziative sui territori, da Nord a Sud.
“Il Governo – ha aggiunto il leader Cisl – riallacci subito il confronto con il sindacato per costruire insieme alle Associazioni datoriali una strategia nazionale all’altezza della sfida che abbiamo davanti. Significa più controlli, più ispezioni e più ispettori sul territorio, più risorse e interventi concreti, banche dati incrociate, rating sociale per le imprese, con una patente a punti che premi le realtà virtuose. E poi un grande investimento sulla prevenzione, formazione e una stretta su sanzioni e repressione”.
Sbarra propone anche di fare della cultura della sicurezza una materia scolastica, fin dal ciclo dell’obbligo.
“Occorre inoltre garantire – ha concluso – strumenti di partecipazione più forti, che diano alle rappresentanze dei lavoratori potere e protagonismo nelle scelte delle aziende, in modo da monitorare il rispetto delle norme. Senza sicurezza non c’è dignità del lavoro né possibilità di ripresa”.