La partecipazione come forma di responsabilità
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La partecipazione come forma di responsabilità

Tavola rotonda su uno dei temi cruciali per lo sviluppo

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Pubblicato il 10 Febbraio 2024

Nella Costituzione italiana c’è più futuro che passato. Il lavoro dei padri costituenti mantiene infatti, a distanza di oltre 70 anni dal suo compimento, una vitalità prospettica che continua ad indicare la strada dello sviluppo della democrazia, della giustizia sociale e della dignità della persona, di ogni persona. Lo ha ricordato questa mattina Federica Paletti, ricercatrice in Storia del diritto presso l’Università degli Studi di Brescia, nel corso della tavola rotonda sul tema: “Art. 46 della Costituzione. Responsabilità dei lavoratori nella gestione delle imprese”. Promossa dalla Cisl provinciale, ospitata nella cornice della Chiesa di San Giorgio a Brescia, era inserita  nel programma delle iniziative per le Feste patronali 2024  organizzate dalla Confraternita dei Santi Faustino e Giovita.

 

ART. 46 – Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

 

Coordinato dal giornalista Erminio Bissolotti, il confronto ha preso le mosse dalla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cisl (già depositata in Parlamento con il sostegno di quasi 400mila firme) e ha visto la partecipazione di Emmanuele Massagli, professore di Pedagogia del lavoro presso l’Università LUMSA di Roma, e di Giancarlo Turati, Amministratore delegato di Fasternet, vice presidente Piccola Industria di Confindustria Brescia.

 

Persona e lavoro:  dalla Costituzione di Weimar alla Costituente

Se Federica Paletti ha ripercorso la genesi dall’articolo 46, con una fondamentale sottolineatura dell’evoluzione storica degli avvenimenti e di come il tema del lavoro, e della persona che lavora, sono stati considerati nel divenire degli ordinamenti statuali – dalla Costituzione di Weimar, il primo statuto democratico della storia tedesca, che orientò la Germania dalla fine della prima guerra mondiale all’ascesa di Hitler nel 1933, al sovvertimento dell’ordine dei valori imposto dal fascismo fino alla rinascita democratica frutto della Resistenza – Giancarlo Turati ha messo in rilievo come la struttura produttiva del nostro Paese, e della nostra provincia in particolare, sia basta sulla piccola impresa, caratteristica che di per sè spinge alla creazione di rapporti partecipativi, ponendo l’accento sulla necessità che la partecipazione dei dipendenti alla vita organizzativa e gestionale dell’impresa possa avvenire anche attraverso una specifica formazione dei lavoratori chiamati a svolgere un ruolo con responsabilità aggiuntive più stringenti e impegnative.

 

La palla è ora nel campo della politica

È toccato ad Emmanuele Massagli chiarire la portata fortemente innovativa della proposta di legge di iniziativa popolare della Cisl, che non prevede alcuna imposizione ma fa leva su un sistema premiale della scelta partecipativa, articolandola in più forme in modo da essere percorribile in ogni contesto produttivo, e assegnando alla contrattazione un ruolo determinante.

Alla domanda del coordinatore sulle reali possibilità della posposta di legge popolare di diventare legge del Parlamento, Massagli ha risposto ricordando che il testo è all’esame delle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera, e che se il Senato dovesse agire altrettanto rapidamente, la legge potrebbe essere promulgata entro la fine del 2024. “Oggi è tutto nelle mani della politica – ha concluso il professore – e molto dipende dalle contingenze che si determineranno nei prossimi mesi”.

 

Impegnati a far crescere cultura sulla partecipazione

“Ci sono molti motivi di soddisfazione – aveva affermato in apertura il segretario provinciale della Cisl, Alberto Pluda, ricordando che a Brescia sono state raccolte a sostegno della proposta 5.511 firme – ma il percorso sarà lungo, non sarà facile, e andrà costantemente seguito, accompagnato, sostenuto, facendo crescere cultura attorno al tema”

 

Partecipazione è responsabilità

Confesso – ha concluso Pluda – che la richiesta della Confraternita dei Santi Faustino e Giovita di proporre i relatori di una tavola rotonda sull’articolo 46 della Costituzione nell’ambito delle iniziative per le Feste patronali, oltre ad averci positivamente sorpreso ci ha confermato che siamo davvero in un tempo di svolta importante, tempo in cui siamo chiamati a responsabilità indifferibili nella costruzione del bene comune. La partecipazione è una di queste responsabilità”.