A seguire via web il question time di oggi pomeriggio alla Camera c’era anche la Segreteria provinciale Slp Cisl che ha avviato una campagna di sensibilizzazione tra consiglieri regionali e parlamentari.
“Abbiamo sollecitato il ministro Giorgetti a chiarire se l’intendimento de Governo è quello espresso dal ministro Urso, e cioè mantenere la maggioranza assoluta del 51%, o il suo che prevede una quota pubblica al limite del 35%”, ha spiegato a margine della seduta il parlamentare bresciano Gian Antonio Girelli al quale nei giorni scorsi il segretario provinciale di Slp Cisl Celso Marsili aveva illustrato le incongruenze e le preoccupazioni dei rappresentati dei lavoratori.
Le rassicurazioni del Ministro
Nella sua risposta il ministro Giorgetti ha detto che il Governo non vuole né svendere né perdere il controllo di Poste Italiane, ricordando che lo Statuto di Poste Italiane contiene una clausola di limite al possesso azionario in base alla quale nessun soggetto diverso dal suo Ministero, da enti pubblici o da soggetti da questi controllati può detenere azioni per una quota superiore al 5 per cento del capitale della società.
“Daremo battaglia”
“Non siamo soddisfatti” ha replicato la deputata Silvia Roggiani intervenuta a nome dei diversi firmatari dell’interrogazione, lamentando la vaghezza delle rassicurazioni e il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.
“Daremo battaglia – ha concluso Girelli – contro l’inaccettabile svendita di un asset fondamentale dal punto di vista economico e sociale, che potrebbe avere anche conseguenze dirette sulla salvaguardia dell’occupazione e sulla fornitura dei servizi essenziali per i cittadini. I territori periferici della nostra provincia, in questo senso, hanno già pagato un prezzo altissimo e non si può pensare ad ulteriori chiusure di uffici postali”.