La sentenza è sbagliata, nel merito e nella forma, ma questo svarione dei magistrati deve diventare stimolo ad una svolta qualitativa nella formazione per la sicurezza, di tutti gli attori in campo.
Marco Lai, neo direttore del Centro Studi nazionale della Cisl e professore di Diritto del lavoro presso l’Università di Firenze, è stato categorico nel suo intervento al convegno promosso da Cisl Brescia per discutere gli effetti della sentenza della Cassazione Penale che ha confermato la condanna di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (insieme al datore di lavoro) per omicidio colposo, in relazione alla morte di un lavoratore investito da un carico di tubolari di acciaio.
Il convegno ha aperto il terzo anno del ciclo di incontri formativi “i Venerdì della sicurezza” di Cisl Brescia rivolti ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST).
Com’è possibile…
“Come è possibile – si è chiesto nell’introduzione ai lavori Francesco Martinelli, operatore dello Sportello Sicurezza Cisl Brescia oltre che egli stesso RLS a livello territoriale – che ad un RLS venga imputata la violazione di specifiche norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, quando sappiamo benissimo che spesso le nostre segnalazioni, le nostre raccomandazioni e in generale il nostro apporto non ha alcun impatto sulle decisioni aziendali?”.
Legge e buonsenso
Su dubbi, preoccupazioni e perplessità sollevate dalla sentenza sono intervenuti, sollecitati da Paolo Reboni della Segreteria provinciale Cisl, Francesca Malzani, professoressa di Diritto del lavoro all’Università di Brescia, Roberto Trinco, direttore del Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro di ATS Brescia, e Lisa Saccaro, magistrato presso la Procura di Brescia.
La reazione migliore è la competenza
Nel fare sintesi della mattinata, Marco Lai ha ricordato che la pronuncia della Corte richiede una presenza più organizzata e consapevole dei RLS: nel numero necessario (ben oltre il minimo stabilito per legge) e nell’efficacia dei percorsi formativi e di aggiornamento, con la verifica finale di apprendimento e una successiva di efficacia. E poi la cura della tracciabilità e la prova documentale dell’attività svolta dal RLS; un cambio di passo che deve tradursi in un significativo sforzo organizzativo per le strutture sindacali nella predisposizione di materiale e di un supporto tecnico-operativo a disposizione di chi è sul campo, per “RLS più attenti, responsabili e auspicabilmente più incisivi per il miglioramento della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, a cui dovrebbe corrispondere un analogo atteggiamento da parte datoriale”.
Nuovi materiali nella “cassetta degli attrezzi” di RLS e RLST
A chiudere l’incontro è stato Giuseppe Sbarufatti, responsabile dello Sportello Sicurezza Cisl Brescia, che ha presentato ai numerosi RLS e RLST presenti nuovi materiali che vanno ad arricchire la “cassetta degli attrezzi” che li accompagna nel loro impegnativo e indispensabile ruolo.
Nelle foto della galleria alcuni momenti del convegno; in coda, Marco Lai con la targa ricordo dei vent’anni della nuova sede Cisl che la Segreteria provinciale ha voluto consegnargli come riconoscimento del prezioso accompagnamento che ha assicurato e continua ad assicurare al percorso formativo de “i Venerdi della Sicurezza”.