Lo sciopero, domani , dei lavoratori del Terziario e Commercio
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Lo sciopero, domani , dei lavoratori del Terziario e Commercio

Tempini (Fisascat Brescia): "Salari al palo e parte normativa dei contratti ferma"

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Pubblicato il 21 Dicembre 2023

Domani, venerdì 22 dicembre, lavoratrici e lavoratori del commercio, del terziario, della ristorazione saranno in sciopero: da oltre tre anni attendono chiedono il rinnovo dei rispettivi contratti. La giornata di stop è stata indetta da Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs dopo la brusca interruzione dei negoziati.

 

I settori interessati allo sciopero

Nel dettaglio, i settori interessati allo sciopero sono: Terziario, Distribuzione e Servizi, Distribuzione Moderna Organizzata, Distribuzione Cooperativa, Comparto turistico ricettivo alberghiero, Ristorazione Collettiva e Commerciale, Agenzie di Viaggio e Aziende Termali.

 

Salari al palo

“Mentre questi settori registrano una ripresa e un aumento dei fatturati – denuncia Paolo Tempini, segretario generale della Fisascat Cisl provinciale – la situazione in cui versano le lavoratrici e i lavoratori è divenuta insostenibile, con i salari al palo e il mancato aggiornamento della parte normativa dei contratti”.

 

Manifestazione a Milano

La mobilitazione si articolerà in tre manifestazioni interregionali a Roma, Milano e Napoli, e da due manifestazioni regionali a Cagliari e Palermo.
Nel capoluogo lombardo, dove confluiranno le delegate e i delegati dalle regioni del Nord Italia, il concentramento è previsto alle 9.30 in piazza Castello; il corteo approderà per il comizio conclusivo alle 11.30 in Piazza Sempione/Arco della Pace.

 

Intollerabili atteggiamenti di chiusura

“Alla base della protesta nel macrosettore terziario – si legge in un comunicato stampa unitario – c’è l’indisponibilità delle associazioni datoriali di settore Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, Ancc-Coop, Confcooperative-Consumo e Utenza e Agci-Agrital a riconoscere alle lavoratrici ed ai lavoratori incrementi retributivi in linea con l’andamento inflazionistico, così come peraltro previsto dagli accordi interconfederali sugli assetti contrattuali. Nonostante sbandierino pubblicamente di voler sottoscrivere un Contratto collettivo nazionale di lavoro innovativo, Confcommercio e Confesercenti si ostinano a richiedere una drastica riduzione di una pluralità di istituti contrattuali quali la 14° mensilità, i permessi retribuiti e gli scatti di anzianità. Non va meglio nel comparto turistico, dove le associazioni datoriali di settore rifiutano di parlare di aumenti salariali in linea con gli indici Ipca e adeguati a far recuperare ai lavoratori l’aumento del costo della vita, in alcuni casi disconoscendo gli accordi interconfederali a suo tempo sottoscritti”.

 

Appello al senso di responsabilità delle parti datoriali

“In più occasioni Fisascat, Filcams, Uiltucs hanno dimostrato di avere grande senso di responsabilità, facendo di tutto per far progredire le trattative ed orientarle ad un esito diverso”, concludono i sindacati, auspicando che “prevalga anche da parte delle Associazioni imprenditoriali il senso di responsabilità e della misura, per non arrecare l’ennesima offesa a quanti generosamente ogni giorno consentono alle imprese di operare e consolidarsi nei mercati di riferimento. Scioperare il 22 dicembre servirà anche a riaprire seriamente il confronto tra le parti, in un ambito rispettoso della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, per entrare nel merito e neutralizzare ogni tentativo di svilire le trattative attenuandone il valore”.