Dal Premio Panzera una borsa di studio sulla medicina di base
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Dal Premio Panzera una borsa di studio sulla medicina di base

Premierà la migliore idea per un progetto di ricerca sulla medicina di base a servizio dei pazienti anziani

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Pubblicato il 16 Dicembre 2023

La 32° edizione del Premio Panzera che ieri mattina ha riunito nell’Auditorium del Centro Paolo VI a Concesio dirigenti, coordinatori di Zona, operatori e volontari della Federazione provinciale dei Pensionati Cisl, è stata dedicata al rapporto tra medici di base e anziani. Si tratta, per molte ragioni, di una questione problematica: pensionati e anziani scontano più di altre fasce della popolazione: la riduzione del numero dei medici di base; la perdita di prossimità di un riferimento essenziale per la terza età;  il poco tempo che il medico dedica al paziente anziano. Ne ha parlato in apertura di mattinata Giovanna Mantelli, segretario generale di FNP Brescia, ricordando che se i progressi della medicina hanno contribuito ad alzare in maniera significativa la speranza di vita – sia per le donne che per gli uomini ben oltre gli ottant’anni – non sono cresciute adeguatamente dal punto di vista della organizzazione sanitaria le risposte mirate ai nuovi bisogni.

 

Abbiamo bisogno di buoni medici, non solo bravi

Ovidio Brignoli, membro della Società Italiana di Medicina Generale, da sempre impegnato nella formazione dei medici di base, ha fatto eco alle questioni sollevate forte di una quarantennale esperienza di studio e di relazione con i suoi pazienti.

Sì, perché il problema di fondo evidenziato da Brignoli, è proprio la relazione che deve instaurarsi tra medico e paziente: “Oggi abbiamo in Lombardia 1.300 medici di medicina generale in formazione. Sono e saranno sicuramente bravi medici: speriamo che siano anche buoni medici, professionisti capaci di ascoltare, di prendersi cura delle persone oltre che delle malattie”.

 

Il numero chiuso a Medicina è un problema

Per spiegare la ragione della carenza di medici di base, Brignoli ha portato due dati estremamente indicativi: “Negli anni Settanta, prima dell’avvento del numero chiuso, gli iscritti al primo anno di Medicina all’Università Statale di Milano erano oltre cinquemila; oggi, in tutta la Lombardia sono poco più di mille. Abbiamo creato tantissimi medici quando non servivano e adesso che servono continuiamo a mantenere scelte di accesso all’Università che sarebbero da ripensare”.

 

Studi associati per rispondere ai bisogni futuri dei pazienti anziani

Il 2027 è l’anno in cui andrà in pensione l’ultima parte della grande quantità di medici di base entrati in servizio negli anni Ottanta. Cosa succederà? Sarà la Caporetto della medicina generale?

“No – ha affermato Brignoli – ma molto deve cambiare nelle cultura organizzativa dei medici: dovranno associarsi, per potersi consultare in caso di necessità ma anche per poter avere una segreteria che si occupi di appuntamenti e burocrazia guadagnando tempo da dedicare ai pazienti. Ma anche i pazienti devono cambiare, non spaventarsi o scandalizzarsi se l’ambulatorio non è più sotto casa ma ad un paio di chilometri di distanza, prendere consapevolezza dei loro diritti, compreso quello della visita a domicilio, e poi imparare a fidarsi, ad usare e interagire con i servizi che la tecnologia mette a disposizione”.

Viene da pensare alle Case di comunità previste dalla riforma della sanità lombarda. Peccato – ha sottolineato Brignoli – “che a due anni dall’annuncio, delle 15 previste nel Bresciano ne siano state aperte 4, ancora senza infermieri e senza medici. E questo perché si è pensato ai muri prima che alle persone”.

 

Borsa di studio per un progetto di ricerca sulla medicina di base
a servizio dei pazienti anziani

Il quadro di realtà portato al convegno da Ovidio Brignoli è quello che ha orientato la decisione della Segreteria provinciale dei Pensionati Cisl ad aprire un dialogo con l’Università degli Studi Brescia per l’istituzione di una borsa di studio di 5.000 euro rivolta agli studenti del 6° anno di Medicina. Il bando verrà messo a punto con la consulenza della prof.ssa Alessandra Marengoni, docente dell’ateneo cittadino e  direttore del presidio universitario di geriatria nell’Ospedale di Montichiari. La borsa di studio premierà la migliore idea per un progetto di ricerca sulla medicina di base a servizio dei pazienti anziani.

“Un modo nuovo – ha spiegato Giovanna Mantelli – per attualizzare i valori all’origine del Premio Panzera e per onorare la memoria dei tanti nostri iscritti scomparsi in questi ultimi anni”.