I sindacati dei Pensionati per la Festa della Liberazione
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I sindacati dei Pensionati per la Festa della Liberazione

Venerdì 21 aprile commemorazione a Coccaglio e teatro civile con Aldo Cazzullo e Moni Ovadia

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Pubblicato il 17 Aprile 2023

Venerdì 21 aprile i sindacati dei Pensionati di Cgil Cisl Uil, in collaborazione con Anpi, Aned e Fiamme Verdi, si ritrovano a Coccaglio per celebrare la Festa della Liberazione con una iniziativa che ha per titolo: “Sguardi
sulla storia resistente”.

Ogni anno Spi, Fnp e Uilp convocano il loro incontro alla vigilia del 25 Aprile in un luogo significativo della Resistenza bresciana. La scelta di Coccaglio è legata al sacrificio di 14 partigiani e di un civile uccisi nello scontro a fuoco con una colonna di nazifascisti in fuga verso la Svizzera.

Il ritrovo sarà alle 8.30 in Piazza Torre Romana. Seguirà l’omaggio al Monumento della Resistenza con gli interventi delle Associazioni partigiane; a nome delle tre organizzazioni parlerà Giovanna Mantelli, segretario generale dei Pensionati Cisl.

Ci si sposterà poi nella vicina Rovato dove alle 10, nella Sala Foro Boario, dove andrà in scena “Il duce delinquente”, uno spettacolo di teatro civile a due voci: il racconto di Aldo Cazzullo, i testi del Duce e delle sue vittime letti da Moni Ovadia (nella foto), con musiche e canzoni dell’epoca.

 

La ferocia del dittatore

“La maggioranza degli italiani – si legge nella presentazione dello spettacolo – pensa che Mussolini fino al 1938 le abbia azzeccate quasi tutte, fino all'”errore” dell’alleanza con Hitler, delle leggi razziali, della guerra. Non è così. Prima del 1938, Mussolini aveva provocato la morte di Gobetti, Gramsci, Matteotti, Amendola, dei fratelli Rosselli e di don Minzoni. Aveva fatto morire in manicomio il proprio stesso figlio, e la donna che aveva amato. Aveva preso e mantenuto il potere nel sangue, perseguitando oppositori e omosessuali, imponendo un clima plumbeo e conformista. Aveva chiuso i libici in campo di concentramento, gasato gli abissini, bombardato gli spagnoli. Si era dimostrato uomo narcisista e cattivo. La guerra non è un impazzimento; è lo sbocco naturale del fascismo. E aver mandato i soldati italiani a morire senza equipaggiamento in Russia, nel deserto, in Albania è stato un altro crimine, contro il suo stesso popolo. E ancora devono arrivare gli orrori della guerra civile. E del neofascismo delle bombe sui treni, nelle banche, in piazza”.

 

Sguardi sulla storia resistente – 21 aprile 2023